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Menù differenziati nelle scuole di Pomezia: sì al dolce ma solo se paghi di più

È probabile che a settembre le famiglie degli scolari di Pomezia, comune in provincia di Roma, si trovino a dover decidere tra due menù differenziati: nelle mense scolastiche di scuole materne e primarie, infatti,  verrà servito un menù più leggero a 4 euro e uno più sostanzioso, comprensivo di dolce, a 4,40 euro.

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La scelta del sindaco del Movimento 5 Stelle Fabio Fucci ha già fatto discutere molto. Secondo la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, e Raffaele Ranucci, senatore del Pd, si tratta di una “scelta inaccettabile” perché fa vivere fin dall’infanzia l’esperienza drammatica della “diseguaglianza sociale”. Alle voci dissonanti si è unita anche quella di Walter Bianco, coordinatore di Sel, che chiede a nome del suo partito di rivedere la decisione.

Ma il sindaco si difende dicendo di aver accolto una proposta avanzata la scorsa estate da parte dei rappresentanti dei genitori, che si sarebbero fatti portavoce di alcuni genitori che desiderano spendere di meno. La soluzione? Garantire lo stesso menù a pranzo, ma dare il dolce a merenda a chi ha pagato di più. Nessuna discriminazione, garantisce Fucci, dal momento che gli altri bambini se la porteranno da casa.

Chissà se le critiche metteranno in discussione le scelte dell’amministrazione.

(fonte: Il Fatto Quotidiano; autore dell’immagine principale

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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