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Mercato degli organi legalizzato: proposta choc per salvarsi dalla miseria

La proposta dell’economista Gary Becker sposa un filone anglo americano che da tempo sostiene l’opportunità di un mercato legale degli organi per sanare la problematica delle lunghe liste di attesa dei pazienti. All’economista portatore di tale proposta choc si contrappongono le argomentazioni del vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Lorenzo D’Avack, il quale sostiene che allo stato attuale “ non è eticamente accettabile” l’istituzione di un mercato dei reni perchè si concretizzerebbe uno sfruttamento delle categorie più deboli a vantaggio di quelle più forti. Se infatti esistesse questa possibilità secondo il bioeticista D’Avack non sarebbe mai la persona ricca a vendere il proprio rene, bensì quella più bisognosa, spinto dalla necessità del proprio stato d’indigenza.
reni trapianto


La nostra società si fonda sul principio che il corpo è fuori dalle pratiche di commercio. Tranne in Iran dove è consentito la commercializzazione di alcune parti del corpo, ma solo all’interno del proprio paese, e a Singapore che invece consente la commercializzazione di organi anche verso cittadini stranieri.

Consentire questa pratica per D’Avack significherebbe cambiare completamente i principi etici finora condivisi cioè considerare il corpo come oggetto di vendita disponibile e dissolubile dalla persona. Si porrebbero anche problemi per lo Stato come ad esempio stabilire un prezzo per il libero scambio. Infine si introdurrebbe il principio che per migliorare una situazione qualunque cosa potrebbe essere ammessa.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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