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Metodo Stamina: imposto ad una bimba, negato ad una donna

Si torna a parlare di metodo Stamina. Nelle ultime ore, infatti, si sono verificati due fatti opposti che hanno a che fare col sistema di cura di Vannoni che tanto ha fatto discutere. La prima notizia arriva dalla Sicilia: il tribunale di Ragusa ha imposto la cura mediante il metodo Stamina agli Spedali civili di Brescia ad una bambina di 2 anni e 8 mesi affetta dal morbo di Niemann Pick. La malattia colpisce il metabolismo del malato ed il tipo C di questo morbo è sempre fatale. La bimba di Modica ha già subito due infusioni secondo il metodo di Vannoni.

Metodo-Stamina

Il giudice del Lavoro del tribunale di Ragusa ha dato: “Cinque giorni di tempo per lanciare una ricerca a tappeto fra Ordini dei medici, strutture sanitarie pubbliche ed enti di ricerca e trovare camici bianchi disposti a praticare le infusioni secondo il metodo Stamina”. La madre della piccola spera di trovare un medico che non sia obiettore di coscienza. Ma perchè tutto ciò è possibile?

Il valore terapeutico del metodo Stamina, infatti, non è stato provato scientificamente. La bambina ha iniziato le cure prima del 24 marzo 2013, ovvero prima dell’entrata in vigore del decreto legge che regola l’accesso al metodo. Qui veniamo alla seconda notizia: contemporaneamente alle decisione del tribunale di Ragusa, infatti, alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo è stato respinto il ricorso di una paziente, la quale aveva fatto richiesta di sottoporsi a Stamina. L’appello a Strasburgo è arrivato dopo il ricorso bocciato al tribunale di Udine. La paziente non ha iniziato la cura prima dell’entrate in vigore della legge. La legge italiana le sbarra le porte del metodo.

 

 

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