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Metta World Peace a Cantù, oggi la presentazione

Metta World Peace è arrivato in Italia. I tifosi dell’Acqua Vitasnella Cantù lo hanno aspettato all’aeroporto di Malpensa per dargli il benvenuto. Subito le visite mediche e alle 16 e 45 ci sarà la presentazione del campione statunitense, qui il link per poterla vedere in diretta.

Metta World Peace è il grande colpo di Cantù, sicuramente dal punto di vista mediatico, ma la società brianzola spera che sarà così anche sotto il profilo tecnico. Metta ha siglato un accordo di 40mila euro fino a fine stagione, più eventuali bonus legati ai risultati sportivi. Probabilmente i tifosi potranno vedere l’ex giocatore NBA in campo già lunedì a Pistoia nel posticipo. Il numero uno della Vitasnella Cantù, Anna Cremascoli, raggiante, ha dichiarato: “Metta, dall’alto della sua importantissima carriera in Nba, porterà una ventata di entusiasmo in tutto il mondo del basket italiano e non solo in quello canturino. Sono anche convinta che con le sue qualità di grande giocatore ci darà una grossa mano nella conquista del traguardo dei playoff”.

Con la storia di Metta World Peace ci si potrebbe scrivere un romanzo, a partite dal nome. Metta nasce nel Queens il 13 Novembre del 1979, con il nome di Ronald William Artest jr., per tutti semplicemente Ron Artest, almeno fino al 2011. Infatti nell’agosto di quell’anno ha ottenuto ufficialmente dalle autorità americane il permesso di cambiare il proprio nome in Metta World Peace. E’ stato scelto con la numero 16 al draft del 1999 dai Chigaco Bulls e ha giocato 15 stagioni in NBA, indossando oltre alla maglia dei Chicago, anche quella di Indiana, Sacramento, Houston, Lakers e New York. Nel 2004 è stato eletto il miglior difensore della Lega e nel 2010 ha vinto l’anello con i Los Angeles Lakers. Nonostante una carriera importante, Metta World Peace è ricordato più per le  sue disavventure e stranezze, che per le capacità sul campo. Dalla maxi squalifica di 86 giornate per aver scatenato una gigantesca rissa durante Indiana-Detroit, alle due costole rotte in allenamento a Micheal Jordan. Dall’album rap pubblicato nel 2006, al dito medio contro i tifosi di Miami. Dall’assunzione di alcool nell’intervallo delle partite nei primi anni di NBA, alla guida di una macchina da corsa in città. L’ultima in ordine di tempo è il procedimento per un ulteriore cambio di nome in “The Panda’s Friend” durante la sua parentesi in Cina, che non è stato però portato a termine. Insomma a Cantù è sbarcata una leggenda.

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