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Mettersi in proprio, le 5 cose da sapere prima di lasciare il tuo lavoro

Lasciare il posto di lavoro non è mai semplice, ma ci sono numerose testimonianze di coraggiosi che ce l’hanno fatta, un po’ come Johnny Ward diventato milionario girando il mondo e aprendo un blog di viaggi. Se state pensando di diventare imprenditori, ecco 5 cose da sapere prima di lasciare il vostro lavoro

  1. Perché avviare un’attività in proprio? Conoscere la motivazione che ci spinge a licenziarci e metterci in proprio è fondamentale. Chiarite bene perché volete licenziarvi e diventare imprenditori: siete stanchi del vostro lavoro, poco soddisfatti della vostra carriera professionale oppure volete “semplicemente” guadagnare di più? Per rispondere a queste domande, provate a stilare una lista di motivazioni che vi spingono a fare il grande passo. Questo è un cambiamento importante, ed è necessario valutare bene se siete davvero pronti a farlo. Avere bene in testa il motivo è quindi decisivo. Nei momenti di difficoltà, quando l’attività imprenditoriale vi metterà davvero alla prova, sarà proprio la motivazione che vi ha spinto a diventare imprenditori che vi permetterà di andare avanti e superare le problematiche del momento.
  2. Saper fare l’imprenditore: anche questo elemento è tra i primi punti che bisogna affrontare prima di decidere se lasciare o meno la vostra occupazione per avviare un’attività in proprio. Essere imprenditori non è semplice, e non tutti possono diventarlo da un giorno all’altro. Essere onesti e sinceri con se stessi fin dall’inizio è allora fondamentale, perché state letteralmente iniziando una nuova vita che potrebbe non essere fatta per voi! Fare l’imprenditore richiede attitudini particolari, le sole competenze tecniche e professionali non sono sufficienti per guidare con successo un’impresa. L’imprenditore è una persona capace di rischiare, che è in grado di superare gli ostacoli, di gestire ansie, frustrazioni e momenti particolarmente stressanti. È, inoltre, in grado di organizzare il lavoro e, se ha dei dipendenti, sa come gestirli.
  3. Capitale iniziale a disposizione: abbiamo detto che la motivazione è ciò che davvero vi spinge a mettervi in proprio, ma dobbiamo guardare anche al lato economico, il che vuol dire sapere quanti soldi avete a disposizione e quanto siete pronti ad investire nel nuovo progetto. Gioca qui un ruolo fondamentale la stesura del business plan, il documento che racchiude punti di forza e debolezza di un progetto imprenditoriale, e che ci permette di prevedere se la vostra attività è conveniente o meno. Potete anche pensare alla ricerca di un socio, oppure di finanziamenti (sono molte oggi le opportunità per i giovani che intento mettersi in proprio, ad esempio, a loro sono dedicati molti bandi di finanziamento in vari settori), oppure cominciare ad avviare un’attività in franchising per poi continuare in proprio. È comunque necessario avere bene in mente che all’inizio i guadagni non saranno elevati, dovrete rientrare nei costi dell’avvio e solo col tempo, se la vostra attività avrà successo, avrete anche un ritorno economico. Mettersi in proprio senza soldi, state pensando anche a questo forse. Beh, è possibile e un’idea interessante potrebbe essere quella di aprire un blog. Non servono soldi ma molte competenze, idee e creatività!
  4. Idea di business: va studiata nel dettaglio, è indispensabile valutarne bene l’attrattività anche in base alle richieste del mercato. Bene tenere in considerazione le vostre passioni, ma agire razionalmente seguendo le indicazioni di mercato, tendendo contro delle competenze e delle capacità professionali possedute è sicuramente la scelta migliore. Sono davvero tante le opportunità tra cui poter scegliere, e non sono sempre e solo le idee più creative ed originali ad avere successo. Anche quelle attività imprenditoriali che possiamo definire “classiche”, come l’apertura di un ristorante o di un bar, se pianificate e condotte bene, possono portare molte soddisfazioni.
  5. Aspetti burocratici: la fase di avvio di un’attività significa dedicarsi alle questioni burocratiche. Per molti, forse, rappresenta la parte più noiosa e complessa ma è inevitabile. E’ necessario allora sapere quali sono i documenti per mettersi in proprio, i vari adempimenti burocratici da compiere, le autorizzazioni necessarie da richiedere per avviare un’impresa e le altre pratiche da sbrigare in base alla tipologia di attività che avete deciso di intraprendere.

Su biancolavoro.euspert.com, sito interamente dedicato al mondo del lavoro, potete trovare spunti e idee su quali attività potreste aprire e scoprire tutti i passaggi necessari da effettuare per mettersi in proprio.

(foto: Peshkova / Shutterstock)

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