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“Mi laureo venerdì”, ma era una bugia: muore suicida finto laureando

Carlo Simioni, 23enne di Udine, si sarebbe dovuto laureare venerdì 21 marzo  in “Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione” all’Università di Udine. O almeno questo è quello che aveva fatto credere ad amici e parenti. Ma era tutta una farsa, una bugia portata avanti per mesi che ormai lo aveva fatto cadere in un baratro dal quale non riusciva più ad uscire. Carlo aveva un così grande peso sulla coscienza per l’incapacità di dire la verità ai genitori, da aver preferito darsi la morte, piuttosto che affrontare la realtà.Università di Udine

Così nelle ultime settimane la sua famiglia si dava da fare per organizzare i festeggiamenti per il gran giorno. Anche la corona d’alloro era pronta, ignari tutti del fatto che a Carlo mancavano ancora degli esami da sostenere e la laurea era in realtà molto lontana.

Ed ecco quindi la decisione di compiere il folle gesto. Nel tardo pomeriggio di ieri 19 marzo, Carlo si è tolto la vita nella sua abitazione di Cittadella C.S (Udine). A fare la sconvolgente scoperta il padre che, rincasando alle 19 dopo una giornata di lavoro, ha trovato il corpo esanime del figlio appeso alla ringhiera delle scale. Gli amici e i familiari sono sgomenti e non si capacitano del perché un ragazzo “cordiale e molto a modo, da giovanissimo appassionato di nuoto ed impegnato anche nel settore agonistico, cresciuto in un clima familiare normale senza tensioni o esasperazioni” possa essere arrivato a tanto. I suoi familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi: cornee e tessuti epidermici.

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