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Mia Martini, la rabbia di Drupi dopo la fiction: «Tremenda ipocrisia, tutti si toccavano e facevano gli scongiuri!»

Dopo la messa in onda del biopic Io sono Mia, i riflettori si sono nuovamente accesi su Mia Martini, la cantante scomparsa nel 1995, che negli ultimi anni di vita aveva pagato le accuse infamanti di chi l’additava come iettatrice. A distanza di qualche settimana non solo l’amore del pubblico è riemerso, un affetto forse mai assopito, ma anche l’interesse dei più giovani per i classici interpretati dalla cantante come Minuetto, Piccolo Uomo, Almeno tu nell’universo.

«Quando Mia Martini entrava in sala di registrazione, tutti si toccavano scaramanticamente e facevano gli scongiuri»

Un enorme successo di pubblico e critica che tuttavia ha fatto storcere il naso a più di qualche artista. Contro i «finti» buonisti riemersi soltanto dopo la fiction trasmessa da Raiuno si è scagliato Drupi, un caro amico di Mia Martini. Un legame sincero il loro e forse proprio in virtù di questo l’artista 71enne, originario di Pavia, ha voluto dire la sua al settimanale “Oggi”. «Purtroppo è venuta fuori una tremenda ipocrisia da parte di brutti st***** che vantano amicizie di fantasia. Il mondo ne è pieno!», ha spiegato Drupi, il quale ha poi aggiunto: «Adesso viene fuori che tutti la conoscevano e ne erano amici. E ne approfittano per cavalcare l’onda. Pensare che ai tempi invece chiunque la scansava inorridito. Quando Mia Martini entrava in sala di registrazione, tutti si toccavano scaramanticamente e facevano gli scongiuri. La chiamavano ‘L’Innominabile’. Magari dovrei tacere anche io per non aver detto queste cose prima o per non passare da moralista. Ma è uno sfogo istintivo doveroso nei suoi confronti!», ha concluso Drupi molto amareggiato.

«Era il 1973, io ero un perfetto sconosciuto che frequentava la ‘Ricordi’ a Milano, con molta sfiducia!»

Drupi deve molto a Mimì, è stata lei, infatti, ad «aiutarlo» a muovere i primi passi nel mondo della musica, come ha raccontato lui stesso nell’intervista: «Era il 1973, io ero un perfetto sconosciuto che frequentava la ‘Ricordi’ a Milano, con molta sfiducia. Lei invece era una star, in Italia la volevano ancora tutte le etichette. Mi fu chiesto di incidere il provino del pezzo che Mia avrebbe dovuto presentare a Sanremo. Però all’ultimo rinunciò, così i discografici pensarono bene di mandare me, il ‘ragazzino che aveva fatto il provino’. E così cominciai a farmi conoscere, fino ad ottenere anche popolarità internazionale!».

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