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Mia Martini, spunta l’intervista inedita: «Odio essere un idolo, perché non posso essere una persona normale?»

La messa in onda del biopic Io sono Mia, la serie tv su Mia Martini trasmessa qualche mese fa dalla Rai, ha riaperto il dibattito sulla vita della cantante e sulla sua prematura scomparsa. Proprio poco tempo prima della tragica morte, avvenuta il 14 maggio 1995, nella sua abitazione di Cardano al Campo, vicino Varese, il giornalista Gabriele Bojano aveva avuto modo di incontrare l’artista realizzando un’intervista, rimasta inedita fino al 2015 e pubblicata solo in parte dal Giornale di Milano. Solo vent’anni dopo la scomparsa di Mia Martini, il Corriere della Sera ripropose il contenuto di quell’incontro che, in concomitanza con la serie Io sono Mia, è stato pubblicato nuovamente, ponendo l’attenzione su alcuni passaggi significativi.

Mia Martini, intervista: «Non ho una lira, manco per l’affitto»

L’intervista di Mia Martini ha inizio con i piccoli contrasti con con Roberto Murolo, l’artista con cui la cantante duettò in “Cu ‘mme”. «Il grosso successo commerciale che ha avuto con la canzone ‘Cu ‘mme’ – affermava Miaha autorizzato qualcuno a calpestare la sua sensibilità d’artista. E adesso ha ragione quando dice che nel suo prossimo disco neppure se scende la Madonna mi fa cantare con lui […] Ma è Murolo a non avere problemi, tanto è miliardario e non ha nessuno a cui lasciare tutta questa roba! Io ho sempre lavorato gratis per lui e adesso non ho una lira, manco i soldi per pagarmi l’affitto». Così la Martini dichiarava di non aver preteso nulla da Murolo, affermando la sua completa disposizione anche nei confronti di altri colleghi.

Mia Martini: «Detesto tutto ciò che è finto»

«Io dagli artisti non voglio soldi – proseguiva dunque Mia Martini in quel lontano 29 ottobre 1994 – ho cantato con Claudio Baglioni che ha venduto 700 mila copie di “Oltre” e non ho voluto una lira di royalties, ho cantato con Aznavour, Fossati, Gragnaniello, persino con mia sorella Loredana. Ma le promozioni in tv e i concerti sono un’altra cosa. Almeno mi desse una casa, Murolo, mi risolverebbe un problema d’affitto!». Proprio di fronte alla citazione del giornalista che cantava “Non sono una signora” della Bertè, Mia Martini rispondeva: «È un vizio di famiglia, neppure io lo sono […] Se la mia vita è stata più regolare di quella di mia sorella? È sbagliato, è sbagliata l’immagine che arriva di me. Tutti mi definiscono “la grande interprete” […] ma nessuno si è mai chiesto: quella canzone sarà adatta alla Martini? Io sono innamorata della musica etnica e invece mi toccano cose orrende, masturbazioni mentali o virtuosismi vocali. Una noia mortale. Ha ragione Francesco De Gregori quando dice che nessuno ti vuole e nessuno ti vede per quello che sei». E chi è davvero Mia Martini? «Una che vuole la verità, – diceva – che odia il romanticismo, non sono sentimentale, detesto tutto ciò che è finto a parte la tv che mi diverte […] Odio essere un idolo […] perché non posso essere una persona normale?»

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