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Michael Jackson rivelazioni choc: «Era un uomo violento. Prima ti faceva spogliare nudo, poi ti ungeva!»

Di Michael Jackson, re del pop e icona della musica e della danza, artista che ha saputo rivoluzionare il mondo dello spettacolo, si continua a parlare ancora oggi a distanza di dieci anni dalla morte. E i tanti documentari trasmessi in chiaro e in streaming continuano a destare scalpore e a far discutere, proprio perché sono tante le false leggende createsi attorno alla star americana, come pure le zone d’ombra: dalle cause del decesso avvenuto il 25 agosto del 2009 a Los Angeles al rapporto complicato con le donne, dall’amore per i bambini all’ossessione di diventare bianco.

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Michael Jackson rivelazioni choc: «Era un uomo violento. Prima ti faceva spogliare nudo, poi ti ungeva!»

L’anno del decesso della pop star è uscito il libro The Michael Jackson Tapes: A Tragic Icon Reveals His Soul in Intimate Conversation, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori col titolo Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere), in cui vengono esplorati molti aspetti, alcuni decisamente inediti, del cantante. Intervistato da Shmuley Boteach, rabbino e teologo statunitense, guida di Michael Jackson agli inizi del 2000, il cantante di Thriller ha parlato ad esempio a cuore aperto del delicato, quanto difficile, legame con il padre. Nel volume sono diversi i capitoli incentrati su Joseph Jackson, scomparso il 27 giugno del 2018, che l’interprete di Billie Jean ha definito in più occasioni “padre-manager”. «Non ci era permesso chiamarlo papà durante la nostra infanzia. Ci diceva: “Non chiamatemi papà, io sono Joseph!”. È così che diceva!», ha raccontato, in una delle tante chiacchierate col rabbino Boteach, Michael Jackson, spiegando quanto fosse per lui inconcepibile una richiesta simile: «Ai tempi era stato perentorio […] Io adoro quando Prince e Paris mi chiamano “daddy”, o quando senti i bambini italiani che dicono “papà”, o quelli ebrei che dicono “poppy”. È una cosa dolcissima, come non esserne fieri!?», aveva affermato con candore il cantante.

«E sentivo mia madre che gridava: ‘No, Joe. Li ammazzerai. Li ammazzerai, no!’»

A proposito del musicista e impresario Joseph Jackson, che ha contribuito senza dubbio al successo dei Jackson 5, si è parlato della durezza con cui trattava i suoi figli. E nel volume Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere questo lato rude del suo carattere emerge fortemente nelle parole del re del pop:  «Non so perché. Era un uomo violento. Ci picchiava molto forte, sai? Prima ti faceva spogliare nudo. Ti ungeva tutto. Era una sorta di rituale […] quando la punta della frusta ti colpiva era come morire, e avevi le frustate sulla faccia, sulla schiena, dappertutto!» – ha raccontato Michael Jackson al confidente Boatech – «E sentivo mia madre che gridava: “No, Joe. Li ammazzerai. Li ammazzerai, no!”. E io cedevo, tanto non c’era niente da fare. E lo odiavo per questo, lo odiavo. Tutti noi lo odiavamo. Lo dicevamo a nostra madre, ce lo dicevamo fra noi. (…) Oggi gli voglio bene, ma è stato davvero duro!». Con gli anni, infatti, il rapporto tra Michael e il padre è andato via via migliorando: «Adesso è talmente diverso. Il tempo e l’età lo hanno cambiato, viene ancora a trovare i nipotini e desidera essere un padre migliore. È talmente difficile per me accettare quest’altra persona, che non è quella con cui sono cresciuto. Vorrei tanto che lo avesse fatto prima!», ha spiegato nello stesso libro-intervista Michael Jackson, che memore delle sue sofferenze da bambino, ha riferito di essersi comportato in maniera del tutto diversa con i suoi figli: «Non torcerei loro un capello. (…) La cosa peggiore che ho fatto loro è stato metterli in castigo! (…) Io dicevo sempre: “Quando tornerò a casa vorrò che i miei figli mi corrano incontro gridando papà”, saltandomi addosso!».

«Volevo che la gente mi amasse, mi amasse davvero, perché non mi sono mai sentito veramente amato!»

Della brutalità del padre, Michael Jackson ha parlato dapprima nell’autobiografia Moonwalk, poi in nell’intervista di Martin Bashir presente nel documentario Living with Michael Jackson del 2003. Mai avrebbe offeso i Jackson 5 in pubblico, ma durante le prove per i concerti e le sessioni di registrazione, ad ogni errore commesso, Joseph avrebbe picchiato i figli con la cintura o qualsiasi altro oggetto si trovasse dinnanzi. Come dichiarato durante un discorso all’università di Oxford, nel 2001, Michael avrebbe però perdonato suo padre. E probabilmente quei traumi dell’infanzia hanno scatenato in lui un unico grande sogno: essere amato. «Volevo che la gente mi amasse, mi amasse davvero, perché non mi sono mai sentito veramente amato!», ha raccontato nell’intervista a Shmuley Boatech Jackson, che a distanza di anni dalla scomparsa è ancora oggi tra le star più acclamate. Obiettivo raggiunto il suo? Decisamente, non sono pochi i fan ad essere andate oltre il suo talento. E lui si è impegnato, ha faticato, ha investito tutte le sue forze. Il suo nome oggi è leggenda. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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