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Michael Jackson: tutte le false leggende sul Re del pop

Michael Joseph Jackson, il re del pop, icona della danza e dalla musica, una stella in tutto il mondo. Michael Jackson è stato molto più che un ballerino, cantante e produttore discografico: ha rivoluzionato il mondo dello spettacolo americano. Una vita all’insegna degli sperimentalismi, delle stramberie, degli eccessi. La sua scomparsa avvenuta il 29 giugno del 2009 ha sconvolto milioni di fan ed è ancora oggi avvolta nel mistero. Stando alla ricostruzione delle autorità, l’artista sarebbe morto per un’overdose di un farmaco anestetico, il Propofol. Michael aveva solo 50 anni, era nato il 29 agosto del 1958. Ancora tanto avrebbe regalato al suo pubblico. Proprio in quei giorni Jackson stava lavorando al nuovo tour mondiale, che si sarebbe chiamato This Is It. Un sogno sfumato. Attorno alla leggenda di The King, ne sono legate tante altre, alcune vere, altre purtroppo false. Vediamone insieme alcune.

Michael Jackson: il re dei record

A parlare per lui i numeri: Michael Jackson detiene centinaia di record. È stato uno dei pochi artisti ad essere stato inserito per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame. Ha vinto centinaia di premi, che fanno di lui l’artista più premiato di tutti i tempi. Tra questi, oltre a 40 Guinness World Record, figurano 15 Grammy Award, 40 Billboard Awards, 26 American Music Awards, 16 World Music Awards e 14 singoli al numero uno negli Stati Uniti durante la sua carriera da solista, più di ogni altro artista maschile. Jackson è riconosciuto come l’artista con il maggior successo commerciale di tutti i tempi dal Guinness dei primati. Thriller un successo planetario: oltre 100 milioni di copie vendute. Blood on the Dance Floor è catalogato come l’album di remix più venduto nel mondo. Nel 1997 Jackson viene definito da un sondaggio «l’uomo più popolare del pianeta». Nel 2016 è l’artista scomparso con i maggiori guadagni della storia (più di 825 milioni di dollari in un solo anno!). Cifre veramente incredibili!

Michael Jackson non dormiva in un letto con l’ossigeno

È la leggenda più comune. Qualcuno aveva diffuso la voce che Michael Jackson per motivi estetici e per prolungare la vita avesse dormito per diversi anni in un letto con l’ossigeno, che sarebbe stato poi donato ad un ospedale della California. In un’intervista il cantante ha smentito, dichiarando di non avere mai utilizzato un letto del genere. L’artista avrebbe semplicemente donato un milione di dollari a una Fondazione, la quale avrebbe in seguito impiegato il denaro con l’acquisto di un letto con l’ossigeno. La foto, che gira in internet e che a lungo è stata usata come prova, testimonia l’istante in cui Michael si è steso sul letto il giorno in cui l’acquisto è arrivato in ospedale. Era solo per provarne l’effetto, non ha mai dormito in un macchinario simile.

Michael Jackson non aveva i capelli

Purtroppo il re del pop a seguito di un incidente era diventato calvo. Quella che indossava era una parrucca. La notizia è rimasta segreta fino al 2009: saltò fuori con uno scoop di Us Weekly. L’incidente risale al 1984: durante le riprese di uno spot Pepsi i capelli di Jackson presero fuoco. Michael ha subito ustioni di secondo e terzo grado al viso e al cuoio capelluto. Il fatto lo rattristò fortemente tanto che arrivò a tatuarsi l’attaccatura dei capelli sulla fronte per evitare che i fan se ne accorgessero.

Michael Jackson era davvero malato di vitiligine

Soffriva veramente di vitiligine. Il malfunzionamento della melanina fu confermato anche dall’autopsia eseguita sul corpo del cantante americano. Le cause sono sconosciute. Per uniformare le macchie Michael Jackson usava una crema, la quale aveva proprio la funzione di sbiancare la pelle. Ora non si capisce bene quanto l’ossessione del cantante per il colorito bianco abbia influenzato il propagarsi della vitiligine. Il suo modello di bellezza un’antica statua egiziana conservata nel Field Museum di Chicago, che incarna una figura femminile. Sarebbe lei il prototipo delle innumerevoli operazioni chirurgiche di Michael Jackson.

Il suo migliore amico? Uno scimpanzé

Nel 1985 uno scimpanzé di tre anni è stato salvato da un centro di ricerca sul cancro in Texas da Michael Jackson. Da quel momento in poi l’animale è diventato importantissimo per lui. Un feticcio? Può darsi. Il suo nome era Bubbles. Lo seguiva ovunque il cantante andasse e pare indossasse vestiti fatti su misura. Dopo la morte di Jackson, Bubbles è stato trasferito in un centro per grandi scimmie a Wauchula, in Florida.

Indossava stivaletti antigravità

Non solo ha inventato il moonwalk, la famosa camminata sulla luna, ma ha brevettato anche stivaletti speciali che permettono a chi li indossa di sfidare la forza di gravità. In Smooth criminal, uno dei brani e videoclip più famosi, è evidente il potenziale di queste particolari scarpe, che consentono al corpo di piegarsi in avanti senza perdere l’equilibrio. Michael Jackson aveva addirittura depositato il brevetto per paura che qualcuno gli soffiasse l’idea, purtroppo per lui però gli eredi non hanno rinnovato il pagamento nel 2015.

 

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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