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Michele Buoninconti non passa il mantenimento ai figli: rivelazioni dei genitori di Elena Ceste, parla Bruzzone

Elena Ceste, Michele Buoninconti “non passa soldi ai figli”, lo ha dichiarato Franco, il padre della donna scomparsa il 24 gennaio 2014 e i cui resti furono rinvenuti il 18 ottobre dello stesso anno, al settimanale Giallo. I quattro figli di Elena affidati ai nonni materni, “Del papà non parlano mai, non ne vogliono sapere” e non vedono Buoninconti, ex vigile del fuoco, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio volontario e occultamento di cadavere dal 29 gennaio 2015, giorno in cui fu arrestato.

Michele Buoniconti “non passa soldi ai figli”: lo sfogo dei genitori di Elena Ceste

I coniugi Ceste hanno rotto il silenzio e denunciato il presunto disinteresse di Michele Buoninconti verso i suoi quattro figli ai quali non passerebbe il mantenimento previsto dalla legge. Come tre sentenze hanno decretato, l’uomo è stato per la famiglia un marito e padre padrone, dispotico, che ha sempre voluto mantenere il controllo assoluto su figli e moglie. I suoi ragazzi oggi hanno 10, 13, 16 e 18 anni; vivono a Govone, provincia di Cuneo, con gli anziani nonni che starebbero meditando di mettere in vendita la villetta Ceste-Buoninconti, dove per i giudici Elena fu strangolata dal marito, al fine di ricavare introiti per mantenere i quattro ragazzi giacché con i sacrifici fatti quotidianamente non riescono a far fronte a tutti i bisogni dei nipoti.

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I coniugi Ceste dicono di avere chiesto un aiuto economico a Michele Buoninconti il quale avrebbe sempre rifiutato di dar loro una mano avanzando diverse scuse. Franco Ceste ha rivelato a Giallo: “Michele non ha mai versato nemmeno un euro per il mantenimento, siamo noi ad occuparci di tutto”. Quanto alla villetta del delitto il signor Ceste ha fatto sapere che l’immobile appartiene in parte ai ragazzi, in parte al padre. Buoninconti però sarebbe contrario alla vendita e non avrebbe firmato i documenti per procedere con le pratiche. “Non mi sorprende questo atteggiamento da parte di Buoninconti perché è in linea con il su profilo personologico: un soggetto che ha sempre esercitato un controllo spietato nei confronti della famiglia e che punisce i figli perché si rifiutano di mantenere i contatti con lui”. Lo ha scritto la criminologa Roberta Bruzzone nella sua rubrica settimanale per il settimanale Giallo; questa la sua interpretazione del comportamento assunto da Buoninconti.

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