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Michele Buoninconti lettera: parole d’amore per Elena Ceste ma è stato condannato per averla uccisa

Morte Elena Ceste: Michele Buoninconti scrive una lettera dal carcere di Saluzzo, dove è rinchiuso, indirizzata ad uno dei suoi avvocati difensori, Enrico Scolari. L’ex vigile del fuoco, condannato anche in Cassazione a 30 anni di reclusione per il delitto della moglie, si è detto sofferente perché ingiustamente detenuto. Buoninconti, com’è noto, si è sempre professato innocente.caso ceste news

Michele Buoninconti lettera: “Quando passerà questa sofferenza?”

Il contenuto della missiva è stato reso noto durante la puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì 14 dicembre. “Chissà quando mi permetteranno di portare un fiore sulla tomba della mia amata Elena”. “Caro Enrico, so che questi giorni ti recherai al cimitero dai tuoi cari (la lettera risale al 30 ottobre 2018, ndr) a me purtroppo non è concesso. Io pregherò nel silenzio della mia cella di notte. Spero che le mie preghiere vengano esaudite. Chissà quando mi permetteranno di portare un fiore sulla tomba della mia amata Elena”, così Michele Buoninconti rivolgendosi al suo avvocato. “Ancora non riesco ad accettare ciò che è accaduto. Perché a lei? Non poteva stare ancora un altro po’ con i suoi figli che tanto amava? Col dolore nel cuore ti scrivo queste cose: Perché? Perché? Non c’è notte che non le rivolgo le preghiere con la speranza di venirmi in sogno. Spesso riesco a sognarla. Il più delle volte vestita di bianco. All’inizio diceva che non poteva farsi toccare, ora apre le sue braccia e mi bacia, il più delle volte circondati dai nostri figli che sono contenti di averci a casa … Chissà quando finirà questa sofferenza alla quale si aggiunge la disperazione di non essere creduto”

Elena Ceste genitori: nessun perdono per Michele Buoninconti

La madre di Elena è ferma sulla sua posizione, non perdonerà Buoninconti: “Non potrei mai perdonare una cosa così però vorrei sapere la verità. Deve confessare. L’unica cosa che mi ha fatto tanto male, essendo mamma, è che lui a mia figlia l’ha giudicata come una donna di strada”, ha dichiarato la signora Lucia in lacrime, “La nostra sofferenza è grande, perché non ha pensato ai suoi quattro figli. Gli ha tolto la mamma negli anni più belli. Adesso avrebbero avuto bisogno di una famiglia unita, di mamma e di papà…se fosse stato un bravo papà”. I figli di Elena, ha ribadito la donna, non parlano mai del padre né chiedono di lui. Tanto meno hanno intenzione di andare a trovarlo in carcere.

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