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Mietta a “Vieni da Me”: «Non era affatto facile per una bambina di 12 anni»

Mietta, Daniela Miglietta, celebre cantante, scrittrice ed attrice italiana è stata ospite della trasmissione Vieni da Me condotta da Caterina Balivo. La cantante si è raccontata ai microfoni dalla conduttrice ripercorrendo importanti tappe della sua carriera e svelando dettagli della sua infanzia. Proprio durante la diretta è partito anche un brano di Vincenzo Miglietta, padre di Mietta che in quel momento non ha saputo trattenere l’emozione. Una puntata ricca di attimi di pathos e piccoli segreti svelati. Sembra che l’infanzia della cantante non sia stata una delle più facili.

mietta vieni da me

Mietta e la sua carriera

La cantante Mietta ha aperto la cassetta dei ricordi della sua vita e Caterina Balivo, come gli spettatori, l’ha ascoltata con attenzione dall’inizio alla fine. L’intervista si è aperta ripercorrendo la sua carriera. Insieme hanno ricordato quando la canzone che l’ha resa famosa, “Vattene amore”, è stata vittima di critiche gratuite. Tante parole al veleno per la giovane Daniela che ha commentato così: “Probabilmente non ha letto bene e non ha capito nemmeno chi l’ha scritta. Amedeo Minghi non è uno qualunque“. L’atmosfera cambia nettamente quando in sottofondo parte una canzone di suo padre. Si trattava di un brano lirico cantato per la partecipazione a La Corrida. Mietta dice subito che non sapeva avessero mandato in onda questo pezzo.

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Il racconto del passato

Questo è lo spunto perfetto per fare un salto nella sua infanzia. Daniela inizia a raccontare dei suoi tempi bui. I suoi genitori erano separati, ma a quei tempi non era una cosa così comune e lei avendo solo 12 anni si vergognava e lo teneva segreto. “I miei erano separati e all’inizio, a scuola non lo dicevo. Non riuscivo a dirlo. La nostra, adesso, è una famiglia allargata. Ma non posso dire che a 12 anni, una ragazzina, l’abbia vissuta bene”. Vivere in una città come Taranto non deve essere stato facile. Se ora è una prassi comune a quei tempi il divorzio sembrava una cosa terribile, inoltre si aggiungono anche gli atti di bullismo che subiva suo fratello. “Nella nostra città c’erano dei ragazzini per strada che, per un motivo o per un altro, bullizzavano mio fratello. Allora lui mi citofonava ed io correvo in suo aiuto”.

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