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Migranti, matrimoni combinati per ottenere la cittadinanza: indaga l’antiterrorismo

É la nuova frontiera della criminalità organizzata. In piena crisi economica ed emergenza migranti c’è chi ha avviato un business da milioni di euro nel giro di matrimoni combinati. I protagonisti sono i poveri nostrani, i cittadini italiani che non riescono ad arrivare a fine mese.

Le richieste di matrimonio arrivano da Africa e Medio Oriente, e le organizzazioni romane organizzano il tutto. Si va a cercare nelle mense dei poveri, alla stazione termini, ogni bisognoso che abbia bisogno di soldi è il perfetto candidato per un viaggio, e una cerimonia poi. L’indagine è stata avviata dalla Questura di Roma, che ha raccolto le testimonianze di alcune persone coinvolte nella vicenda:”Ne abbiamo organizzati recentemente almeno una decina”, spiega A. “Dal Cairo, attraverso l’ambasciata italiana  arrivano la richiesta di matrimonio e una volta ottenuti i documenti necessari si parte per l’Egitto”.

Le nozze vengono celebrate in Egitto, spiega A. E dopo qualche mese arriva la richiesta da parte del coniuge di un permesso di soggiorno per motivi familiari, e in seguito della cittadinanza. Il fortunato o la fortunato ricevono una ricompensa attorno ai 3mila 4mila euro. Nell’ultimo periodo però, dopo gli attenati al Cairo ed in Tunisia, le offerte si sono raddoppiate. Ad indagare si è dunque aggiunto anche l’antiterrorismo, con la paura che terroristi possano avere accesso facile al territorio italiano.

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