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Migranti, ragazzo ucciso per cappellino a Catania: c’è un fermo

Ci sono stati degli arresti, nella notte, da parte della polizia di Stato di Catania per quanto concerne il ragazzo migrante ucciso per un cappellino lo scorso 6 maggio 2017. Due libici, presunti scafisti, arrivati a Catania il 6 maggio scorso con nave Phoenix, assieme a 394 migranti, sono stati fermati da Polizia di Stato e Guardia di finanza perché ritenuti appartenenti a un organizzazione di trafficanti di esseri umani.

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A uno dei due è contestato anche il concorso nell’assassinio di un 21enne migrante della Sierra Leone, ucciso con colpo di arma da fuoco perché si era rifiutato di dargli il cappellino. Il cadavere era stato recuperato da nave Phoenix. Come riporta Ansa, però, l’indagato non è l’esecutore del delitto.

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Sono indagati dalla Procura distrettuale per per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno anche per concorso in omicidio. Il fermo, disposto dalla Procura, fa seguito a indagini del pool di investigatori della Squadra Mobile di Catania e del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, con la collaborazione della Sezione operativa navale.

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