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Migranti Sea Watch, ultime news: Salvini non cede, cosa succede adesso

Continua a tenere banco il caso dei 47 migranti della nave Sea Watch, bloccati in mare davanti a Siracusa. E mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini mantiene la linea della fermezza, negando la possibilità di approdo in un porto italiano alla nave battente bandiera olandese, in queste ore prende quota la proposta di Alessandro Di Battista (M5S). “Facciamoli sbarcare e spediamoli nei Paesi Bassi con un volo di Stato”, ha detto il leader pentastellato. Insomma, creare un casus belli con l’Europa perché finalmente si faccia carico della questione migranti. «Dovrebbero sbarcare – ha detto Di Battista – tanto prima o poi sbarcheranno. Poi dovrebbero essere accuditi, e fatti partire con un aereo di linea verso Amsterdam. Fino a che non ci sarà un incidente diplomatico l’Ue, che se ne frega dell’Italia, non si assumerà le proprie responsabilità». Matteo Salvini non è d’accordo e non ha intenzione di tornare indietro sulla decisione di “chiudere i porti”. Ma la sensazione è che, alla fine, prevarrà il buon senso e che i 47 migranti a bordo sbarcheranno in Italia. Sarà ancora una volta il premier Conte a mediare? Per il momento tutto tace.

I parlamentari a bordo della Sea Watch

Non è servita nemmeno la visita di alcuni parlamentari a bordo della nave Sea Watch a sbloccare la situazione. Riccardo Magi di +Europa, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia hanno aggirato il veto del ministro dell’Interno e sono saliti sulla Sea Watch per verificare le condizioni dei 47 migranti da nove giorni costretti a bordo dell’imbarcazione.  «La questione migranti – ha affermato Stefania Prestigiacomo – non è uno show mediatico di esibizione di forza, come sosteniamo da tempo, ma va affrontata in modo serio, politico, in Europa, senza isolare il Paese dai suoi partner europei e soprattutto senza mettere  a rischio vite umane. Il governo affronti la questione migratoria con le competenze adeguate, se ne ha, e non impedendo a un pugno di disgraziati di scendere sulla terraferma». Alle parole della parlamentare azzurra hanno fatto le dichiarazioni di questa mattina del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102.5: «Mi hanno detto di tutto, ma non mi toccano più. Ho sentito fascista, nazista, sequestratore, mi manca pedofilo e spacciatore. Ma io lavoro con la coscienza di uno che ritiene che salvare vite significa bloccare le partenze».

La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta

Intanto la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta, coordinata dal procuratore reggente Fabio Scavone. Un fascicolo modello 45, quindi per il momento senza indagati e senza ipotesi di reato. Nel fascicolo confluiscono giorno per giorno le relazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima. L’ipotesi è che il comandante della Sea Watch abbia disatteso gli ordini giunti dai Paesi Bassi, non dirigendosi verso la Tunisia (la costa più vicina) quando nove giorni fa le condizioni meteo del canale di Sicilia sono peggiorate improvvisamente, virando a tempesta. Questa mattina è stato decretato lo stop alla navigazione nello specchio
d’acqua all’interno della Baia di Santa Panagia, “per un raggio di mezzo miglio dalla posizione di ancoraggio della nave SeaWatch 3” a Siracusa. Lo ha deciso la Capitaneria di porto di Siracusa.

Si mobilita il mondo della cultura

Sono oltre seicento le adesioni del mondo della cultura, dello spettacolo, della musica e dello sport che in queste ore stanno firmano l’appello, promosso da Luigi Manconi e Sandro Veronesi con il collettivo #corpi, NON SIAMO PESCI. Alle 17 di oggi, lunedì 28 gennaio 2019, è prevista una mobilitazione a Montecitorio, davanti a Palazzo Chigi. Andrea Camilleri, Matteo Garrone, Niccolò Ammaniti, Roberto Benigni: sono solo alcuni delle decine di intellettuali che hanno firmato l’appello, sostenuto anche dai Radicali Italiani.

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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