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Milano 20enne violentata in strada, il 2° caso in 24 ore: chi è l’aggressore fermato oggi

Milano. «Stanno violentando una ragazza, sta succedendo ora, proprio in mezzo alla strada!», questo il contenuto della telefonata che ha fatto al 112 un passante a Milano. Attonito, l’uomo ha cercato anche di mettere le mani addosso all’aggressore per fermarlo. Decisivo però si è rivelato l’intervento delle Forze dell’Ordine, che hanno afferrato il 50enne, un peruviano palesemente ubriaco con alle spalle qualche precedente. Visibilmente sotto choc la vittima, una ventenne di origini sudamericane. Lo stupro (il secondo nel capoluogo lombardo in pochi giorni) è avvenuto intorno all’una e mezza della notte tra domenica e lunedì in via Pasteur.

Milano 20enne violentata in strada, il secondo caso in 24 ore: chi è l’aggressore fermato oggi

A ricostruire la dinamica dell’incidente “Il Corriere della sera”: l’uomo avrebbe incrociato in strada la ragazza, l’avrebbe importunata, colpita con il coccio di una bottiglia di vetro spaccata. Poi l’avrebbe minaccia di morte. Infine la violenza. La giovane è stata portata alla clinica Mangiagalli per una visita e per assistenza psicologica; tutti i referti dell’ospedale sono stati allegati agli atti inviati al pubblico ministero di turno l’altra notte, Alessandra Cerreti.

Il tentato stupro in via Brembo: paura nel capoluogo lombardo

Soltanto 24 ore prima, sempre a Milano (ma a pochi centinaia di metri dalla Fondazione Prada) una ragazza era riuscita a divincolarsi da un aggressore. La 18enne era appena uscita da un locale in via Brembo, quando si era accorta in Via Adamello che un uomo la stava seguendo. Ne è seguita una colluttazione, intorno alle 2.30, della nottata tra sabato e domenica. Per fortuna la giovane è riuscita ad urlare, divincolarsi, resistere. L’aggressore è riuscito soltanto a sottrarle il telefono. Oggi quell’uomo ha un nome e un volto: si tratta di Mamadou T., 32enne, originario della Costa d’Avorio, residenza ufficiale nel dormitorio di via San Giovanni alla Paglia, nella zona di Porta Venezia, in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari ad agosto dello scorso anno.

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