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Milano, Brega Massone: condannato all’ergastolo l’ex primario della “clinica degli orrori”

E’ stato condannato all’ergastolo Pier Paolo Brega Massone, l’ex primario del reparto di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, riconosciuto responsabile di quattro omicidi volontari di pazienti anziani. In quella che è stata ribattezzata la “clinica degli orrori”, al fine di ottenere i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata, sono stati eseguiti interventi invasivi su pazienti anziani che non ne avevano bisogno, sottoposti in taluni casi anche all’amputazione di un arto al solo scopo di lucro. Brega Massone è stato riconosciuto responsabile di questi reati dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, che hanno condannato anche i due aiuti dell’ex primario Fabio Presicci e Marco Pansera, rispettivamente 30 e 26 anni di reclusione. Pene meno severe comprese tra 1 anno e 2 mesi per gli altri membri dell’equipe medica, tra cui due anestesisti.Brega Massone

Primo medico in Italia ad aver subito una tale condanna per reati commessi nell’esercizio della sua professione, stando alle certezze dei pm, l’ex primario dopo la sentenza era pronto a fuggire, forse all’estero, grazie alle sue ingenti “disponibilità economiche” e ad una ”rete di contatti” utile a questo scopo: “C’era la possibilità concreta che fuggisse e la Corte ha accolto la nostra istanza, anche perché il pericolo di fuga è l’unica ipotesi che prevede l’arresto dopo un giudizio di primo grado”, hanno infatti dichiarato i pm.

Brega Massone era stato arrestato nel 2008 e già condannato a 15 anni e mezzo di carcere per truffa e numerosi casi di lesioni su pazienti nel primo processo sullo scandalo della Clinica Santa Rita. E ieri 9 aprile, la prima Corte d’Assise di Milano ha convalidato l’impianto accusatorio dei pm Pradella e Siciliano, riconoscendo l’ex primario colpevole dei quattro omicidi volontari di Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni, e Antonio Schiavo, 85 anni. Durante la pronuncia della sentenza, Brega ha appreso di essere stato condannato anche a 3 anni di isolamento diurno, benché non gli sia stata riconosciuta dalla Corte l’aggravante della crudeltà. Sua moglie Barbara lo ha, ancora una volta, difeso a spada tratta: “A Milano non ci sono speranze, hanno deciso di condannarlo e l’hanno condannato, ma lui ha dignità e mantiene il controllo”.

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