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Milano, notte sul tetto del Policlinico per le operatrici sanitarie in protesta

Dieci operatrici socio sanitarie che già da giorni stanno protestando contro i licenziamenti di circa 80 loro colleghe, lasciate a casa dopo anni di lavoro precario, hanno trascorso la loro prima notte fuori porta sul tetto del padiglione Alfieri del Policlinico di Milano, gesto che simboleggia inequivocabilmente il loro dissenso e la loro opposizione rispetto quanto accaduto.

notte di protesta sul tetto del Policlinico di Milano

A seguito del concorso pubblico organizzato dall’ospedale, secondo quanto previsto dalle norme di legge per l’assunzione di nuovo personale sanitario, sono stati assunti a tempo indeterminato 90 nuovi lavoratori, ossia i candidati che hanno superato le prove di ammissione  per andare  a ricoprire le posizioni indette nel bando. I nuovi assunti inizieranno a lavorare al posto del vecchio personale, ora in protesta poiché, come ha sottolineato Riccardo Germani dell’Usb, stavano tutti aspettando che i loro contratti venissero stabilizzati. La portavoce Rosanna, 55 anni, ha dedicato all’ospedale 15 anni della sua vita, e ha affermato che non scenderanno fino a quando non avranno ottenuto un incontro con l’assessore regionale Mario Mantovani e con l’assessore Pierfrancesco Majorino. “Abbiamo una tenda e viveri, possiamo restare qui per mesi”, ha detto la manifestante.

Le donne sono seriamente preoccupate per il loro futuro perché hanno un solo reddito e, in media, più di 50 anni, dunque la possibilità di un loro ricollocamento, in tempi così critici, appare molto difficile. È stato chiesto un tavolo per risolvere nel minor tempo possibile la situazione. Nel frattempo, altre decine di persone si sono mobilitate sotto il padiglione in segno di vicinanza alle protestanti.

 

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