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Milano: una bambina aspetta da sette mesi un nome

Sette mesi fa una coppia di genitori di origine ebraica e residenti a Milano avevano deciso di chiamare la loro bimba Lior, che in italiano significa “mia luce”. Il nome però ha suscitato delle perplessità all’impiegato dell’ufficio anagrafe che si è rifiutato di effettuare la registrazione, in quanto secondo il suo parere non avrebbe consentito di comprendere se si tratti di una femmina o di un maschio.

ebrei in preghiera

I genitori della bimba si sono mostrati assolutamente irremovibili e si è instaurato un giudizio di rettificazione per il quale si attende ancora il verdetto. Anche davanti al giudice tutelare che ha convocato i due genitori in udienza, la coppia ha ribadito di non voler cambiare il nome scelto e di non poter accettare il nome, Laura, che per assonanza è stato loro suggerito.

L’avvocato della famiglia ebrea, Claudia Shammah, ha dichiarato di avere prodotto, anche, certificati della comunità ebraica milanese, in cui si evidenzia che il nome Lior è molto diffuso in Israele ed esclusivamente tra le donne. Il giudizio si conoscerà tra qualche giorno e tocca una tematica molto delicata anche in considerazione del fatto che in Israele i nomi si scelgono in base ad un rito e alla storia familiare del nascituro. Il legale ha inoltre aggiunto che i suoi clienti sono disponibili ad arrivare anche in Cassazione per difendere la loro scelta.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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