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Milionari, intervista a Lucy De Crescenzo: “Vogliamo lanciare un messaggio di legalità, di speranza”

Da ieri, 11 febbraio, è uscito al cinema in 50 copie in Italia il nuovo film di Alessandro Piva, “Milionari”, liberamente ispirato all’omonimo libro scritto dal PM Luigi Cannavale che personalmente condusse le inchieste che portarono allo smantellamento del clan di Secondigliano. “Eravamo giovani. Eravamo ricchi. Eravamo i re di Napoli” cita il sottotitolo del film che racconta l’ascesa ma soprattutto la caduta del boss della Camorra Marcello Cavani, divenuto successivamente collaboratore di giustizia, oggi sotto copertura. Ad interpretare il cosiddetto“Alendelòn” l’attore Francesco Scianna affiancato da Valentina Lodovini nei panni di Rosaria, la moglie del boss. UrbanPost ha intervista in esclusiva Lucy De Crescenzo, ceo di Europictures, casa di distribuzione del film: ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa l’ha spinta a scegliere di distribuire “Milionari”?
Chiaramente essendo napoletana sono un po’ di parte; in ogni caso quello che mi ha spinto é stata la storia, la storia vera, ispirata a fatti realmente accaduti perché è proprio il tipo di cinema che mi piace. A spingermi ancora di più è stata la scelta del regista perché Alessandro Piva mi è sempre piaciuto, mi piace il suo modo di girare, e la scelta del cast perché gli attori, nessuno escluso, sono molto molto bravi, straordinari, fanno tutti la loro parte in “Milionari” che è fondamentalmente un film corale.

Cosa lo rende diverso dagli altri numerosi film e serie tv sulla mafia?
Tendenzialmente è un film che, più che ispirarsi ad altri film a tema come “Gomorra”, si rifa totalmente a film di genere americano come “Quei bravi ragazzi” se pensiamo a Scorsese; quindi in effetti è diverso dagli altri proprio in questo perché si ispira a gangater movie e non agli italiani a tema.

Che tipo di messaggio vuole lanciare “Milionari” sul mondo mafioso?
Uno dei temi fondamentali del film è il messaggio di legalità; “Milionari” fa vedere chiaramente che i protagonisti sono dei criminali, pieni di soldi, ma che poi effettivamente non se li godono proprio per questo motivo. Il messaggio è sostanzialmente che la malavita non porta a niente, se non alla rovina. E’ anche per questo tipo di messaggio che ho scelto questo film; “Milionari” ha un messaggio di speranza, che nella vita si può sempre scegliere e il protagonista infatti alla fine sceglie la legalità, sceglie di collaborare con la giustizia ed è il primo film che parla di un collaboratore di giustizia. Essendo un tema molto sentito in città, tanto che il sindaco De Magistris ha fatto la Giornata della Legalità dedicata alla scuole in un territorio come Scampia, è per questo che è stato accolto molto bene.

Cosa deve imparare secondo lei la società per combattere in modo più efficiente la mafia?
In effetti sono proprio libri e film che veicolano questo tipo di messaggi; secondo me è importante sensibilizzare il pubblico, proprio come stiamo facendo noi con il film. Non è vero che non bisogna fare più film sulla Camorra, la società deve vedere cos’è la Camorra. E’ importante sensibilizzare i giovani nelle scuole, partire da lì perché è proprio da quel luogo che non ci deve essere il comportamento criminale; inoltre è importante far capire che bisogna denunciare quando si vedono dei fatti malavitosi perché anche l’omertà, in questo caso, diventa colpevolezza.

Cosa comporta distribuire un film ispirato ad una storia vera di questo tipo?
Effettivamente con questo film non abbiamo avuto nessun tipo di problema; sappiamo bene però che il protagonista oggi è sotto copertura e quindi non c’è stata possibilità di raggiungerlo; ad ogni modo, come dice il regista Alessandro Piva, siamo sicuri che da qualche parte lui entrerà in sala e vedrà il film.

Francesco Scianna e Valentina Lodovini sono tra i pochi del cast non originari della Campania: come si sono calati nei ruoli?
Francesco Scianna è di Palermo ma per calarsi nel ruolo ha studiato tantissimo, si è trasferito un paio di mesi a Napoli, essendo in mezzo alla gente sentiva continuamente il dialetto e dice che di notte ascoltava i cd dei neomelodici napoletani, quindi davvero un grande professionalista. Valentina Lodovini fai fatica a credere che non sia di Napoli, è un’icona in questa città, e poi con i suoi film “Fortapàsc” e “Benvenuti al Sud” non ha avuto grossi problemi a calarsi nella parte.

Ci dà qualche curiosità sul film in anteprima?
Diciamo che non ci aspettavamo, soprattutto sul web, di avere così tanto riscontro; addirittura già c’è un remix molto divertente, condiviso sulla nostra pagina “Milionari”, che contiene una frase del film che già sta diventando un tormentone. E’una specie di scioglilingua napoletano che dice “Accà e allà se po fà, da là e a cà se a scurdà”.

Intervista a cura di Stephanie Barone e Isotta Esposito

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