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Mimetismo Artificiale, il primo Robot Camaleonte

Una delle capacità più invidiate di alcuni animali è senza dubbio quella di mimetizzarsi nell’ambiente. Il camaleonte o il calamaro (giusto per fare due esempi), possono infatti cambiare a piacimento il colore della propria pelle per difendersi dai predatori o lanciare segnali. Oggi grazie al lavoro di Stephen A. Morin e dei colleghi del dipartimento di chimica e biologia chimica della Harvard University, il mimetismo potrebbe non essere più solo una caratteristica animale.

Camaleonte

Nei laboratori dell’Università americana è stato infatti realizzato il primo robot flessibile in grado di cambiare la tonalità della superficie. In natura la capacità degli animali è determinata dall’operato congiunto delle cellule dette cromatofori o iridofori e di un sistema nervoso abile nel percepire i colori e i pattern dell’ambiente circostante.

Nel prototipo di Morin il robot è composto da vari strati di “fogli di silicone” sovrapposti (che ne garantiscono la flessibilità) attraversati da due tipi di microcanali: uno collega i microattuatori pneumatici, consentendo il movimento, e l’altro permette lo scorrere di fluidi all’interno del dispositivo. I fluidi possono essere colorati, o liquidi a base di pigmenti, e possono essere raffreddati o riscaldati per cambiare il colore dei robot.

È stato così creato un piccolo robot a quattro zampe, molto flessibile, in grado di cambiare la colorazione del manto e di mimetizzarsi in alcuni ambienti preparati dagli scienziati. Un risultato interessante che potrebbe rappresentare un primo passo verso la perfetta imitazione del mimetismo animale.

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