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Minacce ed intimidazioni, la Calabria è la regione dove gli amministratori sono più a rischio

Sono dati impietosi quelli che emergono dalla conferenza di oggi a Roma intitolata “Difendere e diffondere la buona politica. Focus sul fenomeno degli amministratori sotto tiro“. L’iniziativa è stata promossa da “Avviso Pubblico“, nell’ambito del meeting Lazio senza mafia. Sono intervenuti all’evento numerosi amministratori locali, provenienti da città del Sud, Centro e Nord Italia. Testimonianze di legalità, un riferimento alla difficoltà di fare politica a certe condizioni.

I dati mostrano dei chiari segnali: innanzitutto nel Sud Italia e isole si concentra la maggior parte dei casi, il 76%, segue il Nord-Ovest con il 9%, poi il Nord-Est con l’8% di casistica ed infine il centro, dove si sono registrati solo il 5% di episodi. La Calabria indossa la sfortunata maglia nera di questo triste elenco. Dal 1° Gennaio ad oggi la punta dello stivale ha registrato il 24% di minacce ed intimidazioni sul totale nazionale. Completano questo podio negativo, la Sicilia con il 18% e la Puglia con il 15%. Le regioni dove si sono registrati meno casi sono la Toscana, le Marche e l’Abruzzo tutte all’1%. Dal punto di vista delle Province, la più colpita è Reggio Calabria al 12%, seguono Cosenza con 6% e Napoli sempre al 6%.

Nei dati c’è spazio per catalogare anche il modus delle intimidazioni. Gli incendi alle auto sono i più utilizzati con il 35% di casi, poi le lettere di minaccia, gli ordigni e le aggressioni. La tipologia di amministratori più sotto tiro sono i Sindaci, bersaglio di minacce nel 44% di casi, seguiti dai Consiglieri comunali con il 20% e gli Assessori con il 15%. I documenti mostrano anche tutte le vicende, catalogate per giorno e Provincia di appartenenza. Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere la coscienza dell’elettorato attivo. Un modo per smuovere gli animi e intraprendere un percorso al cui centro si trova la buona politica, quella che contrasta le mafie, la corruzione e tutta l’illegalità in genere. Arginare la sfiducia che ormai dilaga nella “cosa pubblica“, ponendo gli Amministratori nella posizione di poter fare il proprio lavoro. Sette principi che assomigliano ad una promessa. Una promessa di partecipazione e di collante tra chi fa politica e chi la riceve.

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