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Miriana Trevisan Tornatore, sua produttrice lo difende: impossibili le molestie

Miriana Trevisan e le accuse di molestie a Giuseppe Tornatore. La produttrice e amica del regista premio Oscar non crede ai presunti abusi e difende con condizione, così Emanuela Cavazzini: “Non è che ci sono rimasta male. Io a queste accuse di molestie piombate su Giuseppe Tornatore non ci credo proprio per niente”. Alla luce delle collaborazioni professionali e della loro frequentazione, la produttrice esclude categoricamente che Tornatore 20 anni fa abbia messo le mani addosso alla ex velina di Striscia la notizia, che in un’intervista concessa a Vanity Fair ha fatto chiare e pesanti accuse al regista siciliano.

“Conosco Tornatore da 20 anni, ho lavorato tanto con lui, abbiamo prodotto diversi spot pubblicitari tra cui quelli per la Q8 e la Nissan, e lui mi ha voluto come direttrice di produzione sul set di Malena” – così la Cavazzini interpellata da Il Fatto Quotidiano“Abbiamo passato tanto tempo insieme all’estero per lavoro, abbiamo visitato location diverse da quelle romane. Giuseppe è un gran signore, persona di grandi valori, umile, intelligente, colto. Non sono la Trevisan, ma lavorandoci a stretto contatto per anni avrei potuto trovarmi in una situazione simile. Invece non mi è mai successo nulla”.

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Emanuela Cavazzini, managing director della società di produzione Brand-Cross, produttrice di decine di spot tv con Tornatore, difende il regista e non ha dubbi sulla infondatezza delle accuse che gli ha rivolto Miriana Trevisan che, è lo stesso regista ad annunciarlo, sarà destinataria a breve di una querela.

miriana trevisan

“Io, da donna, mi sento un po’ toccata da questo dilagare di accuse da parte delle donne e sapete perché?” – ha poi aggiunto la produttrice in merito all’incessante susseguirsi di accuse e denunce di molestie che in questi giorni stanno riguardando famosi attori di Hollywood – “Perché ritengo che quello che accade appartenga alla notte dei tempi, e che fa parte del gioco tra uomo e donna. Lo dico un po’ perché sono donna anch’io, perché sono stata giovane anch’io, e ho avuto modo di dire di no in tante circostanze senza dover mentire, senza nemmeno stigmatizzare e farne un casus belli. Un conto è aggredire e violentare una persona, un altro è mettere in croce la gente per qualcosa che è sempre esistito”.

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