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Missili Usa in Siria: i precedenti “avvertimenti” a stelle e strisce della storia [FOTO]

Gli Usa passano all’attacco sotto le direttive di Donald Trump e “bombardano” la Siria. La notizia del giorno è senza dubbio la decisione degli Stati Uniti di vendicare le 86 vittime innocenti uccise lunedì scorso da armi chimiche in Siria. Cinquantanove missili contro la base aerea dei raid chimici. Mentre da Mosca fanno sapere che solo ventitré di questi sono andati a bersaglio. Ma è la prima volta che gli Usa si muovono percorrendo strade simili per “dare degli avvertimenti”? No, la storia, soprattutto a partire dagli anni ’80, ha visto gli Stati Uniti più volte protagonisti di attacchi simili.

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Missili Usa negli anni ’80

Per esempio, se andiamo a prendere in esame gli avvertimenti degli Usa negli anni ’80 non possiamo non citare due date storiche. La prima è quella del 15 aprile 1986 quando un raid aereo fu eseguito dagli Stati Uniti contro Tripoli. L’obiettivo era colpire Bengasi e il terrorismo di matrice libica. Tre anni dopo, il 20 dicembre 1989, invece, gli Stati Uniti attaccarono Panama con un raid per poter catturare il generale Manuel Oriega.

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Gli Usa e l’operazione Tempesta nel deserto

Una delle storiche operazioni militari eseguite negli anni novanta dagli Stati Uniti è senza dubbi quella denominata Tempesta del Deserto. Di cosa si tratta? Gli Usa realizzarono un attacco in Iraq: gli aerei a stelle e strisce bombardarono Baghdad. La priorità delle forze della coalizione fu la distruzione della forza aerea e antiaerea irachena, un obiettivo che venne raggiunto velocemente. Di conseguenza, gli aerei della coalizione poterono operare senza troppe difficoltà.

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Anche se le capacità antiaeree irachene furono superiori al previsto, solo un F/A-18 Hornet venne abbattuto nel primo giorno delle operazioni. Il 13 febbraio 1991 due bombe intelligenti a guida laser distrussero una struttura che era, secondo gli iracheni, utilizzata come scudo civile per gli attacchi aerei, uccidendo centinaia di civili. Gli ufficiali statunitensi affermarono invece che la struttura era un centro militare di comunicazioni

Missili Usa in Afghanistan il 20 agosto 1998

Un’altra tappa delle operazioni belliche americane degli ultimi anni riguardano il bombardamento dell’Afghanistan che ebbe una delle tappe cruciali il 20 agosto 1998 quando gli Stati Uniti passarono al contrattacco per rispondere agli attentati di Nairobi e Dar es Salaam contro le milizie statunitensi. L’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ordinò il bombardamento di obiettivi militari in Sudan (la fabbrica farmaceutica di Al-Shifa) e Afghanistan. Questa rappresaglia ebbe conseguenze molto controverse in Sudan, dove i missili colpirono una fabbrica farmaceutica la cui produzione copriva il 50% del fabbisogno nazionale.

L’amministrazione statunitense sostenne di avere prove certe che nella fabbrica si producessero anche armi chimiche, ma le successive indagini di diversi gruppi indipendenti internazionali e statunitensi e la testimonianza dei tecnici italiani che lavoravano nella fabbrica provarono che l’accusa era infondata.

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Usa e la pioggia di missili in Iraq

A fine dicembre 1998 uno degli attacchi più forti degli Usa con missili avvenne in Iraq con l’operazione Desert Fox. L’obiettivo dell’operazione era di ridurre la capacità di Saddam Hussein di mantenere il potere in Iraq. Il 31 ottobre 1998 il presidente statunitense Bill Clinton firmò nella legge H.R. 4655 l’Iraq Liberation Act. Questo atto prevedeva di recuperare fondi da consegnare agli oppositori di Saddam Hussein per rovesciare il dittatore e instaurare una democrazia.

Gli obiettivi fisici del bombardamento furono installazioni irachene per la ricerca e lo sviluppo di armi, siti di difesa aerea, caserme e quartieri generali della Guardia Repubblicana irachena. Tali obiettivi vennero distrutti nella quasi totalità in quattro notti, con l’uso di missili da crociera lanciati dagli incrociatori e dei bombardieri della USAF che le armi contraeree irachene erano totalmente incapaci di contrastare.

Gli Stati Uniti impiegarono nel bombardamento, oltre agli incrociatori armati di missili Tomahawk, velivoli della USS Enterprise e della USS Carl Vinson, quali il B-1 Lancer e l’F-16. La RAF contribuì con i Panavia Tornado. In queste missioni prese parte per la prima volta un pilota donna.

Missili Usa: gli attacchi più recenti

Negli anni duemila gli attacchi degli Usa con raid aerei risalgono al 7 ottobre 2001 (attacco Afghanistan per vendicare l’11 settembre 2001), il 20 marzo 2003 con l’invasione dell’Iraq per contrastare il regime di Saddam Hussein. Nel 2014, invece, doppio raid contro l’Isis prima in Iraq e poi in Siria.

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