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Mister Robin, il robot che assiste gli anziani in commercio dal 2015

Lea Mina Ralli è una nonna di 94 anni, blogger romana che, nonostante l’età, ha deciso di continuare a vivere da sola nella sua casa, in totale libertà. Ciò è reso possibile da quello che lei stessa ha ribattezzato “Mister Robin”, un robot sviluppato nell’ambito di un progetto della Commissione Europea al fine di dare assistenza agli anziani, coordinato dall’Università di Orebro (Svezia) e che ha visto anche la partecipazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Lea Mina Ralli

Il consorzio GiraffPlus, composto da partner pubblici e privati provenienti da Italia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito, ha realizzato questo robot proprio per migliorare la qualità della vita degli anziani non più autosufficienti. E’ capace di assisterli, durante lo svolgimento dei compiti giornalieri (cucinare, dormire, guardare la televisione, misurare pressione sanguigna e glicemia) e quando necessario è perfettamente in grado di metterli in contatto con familiari e operatori sanitari. Il tutto anche grazie alla installazione di sensori collocati in tutta la casa e dispositivi elettronici indossabili che monitorano l’attività dell’anziano. GiraffPlus dovrebbe entrare in commercio già alla fine del 2015, al costo di 2.000 euro, pagabili anche in canoni mensili da 200 euro. Al momento sono 6 gli anziani in Europa che lo stanno sperimentando, tra cui nonna Lea, che ne è assolutamente entusiasta: “Averlo dentro casa – ha detto – mi fa stare più tranquilla, mi sento protetta perché so che se succede qualcosa lui arriva subito e cerca aiuto. In realtà finora non è mai dovuto venire in mio soccorso ma anzi sono io che sto aiutando, lo sto collaudando e dò una mano ai progettisti nel metterlo a punto”.

Amy Loutfi, docente dell’Università di Orebro e coordinatrice del progetto, ne ha spiegato gli obiettivi: “Entro la fine del 2014 GiraffPlus sarà installato in 15 abitazioni. Attualmente siamo in fase di valutazione, ma constatiamo che alcuni aspetti del sistema sono giudicati in modo diverso dai diversi utilizzatori. Questo dimostra che un approccio generale alle tecnologie a domicilio non è necessariamente il migliore, e che la tecnologia dovrebbe essere adattabile e mirata alle esigenze degli utenti.”.

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