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Mistero Bevilacqua: cosa si nasconde dietro la sua morte? (Video)

Alberto Bevilacqua non c’è più. All’età di 79 anni è morto nella Casa di Cura Villa Mafalda a Roma lo scrittore, regista, sceneggiatore, poeta e giornalista parmense che ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi quali il Premio Strega, il Premio Campiello e due volte il Premio Bancarella. Il 26 gennaio 2013 era stato ricoverato in terapia intensiva presso la clinica privata Villa Mafalda di Roma per l’aggravarsi di uno scompenso cardiaco che lo aveva colpito l’11 ottobre 2012.  La direzione sanitaria della struttura ha evidenziato che Bevilacqua era curato da un’equipe medica fin dall’ottobre scorso.  Ma la compagna dello scrittore l’attrice e scrittrice Michela Miti (nome d’arte di Michela Macaluso) ha chiesto che sia eseguita l’autopsia di Bevilacqua e la Procura di Roma ha dato l’autorizzazione.  Contraria in maniera categorica è la famiglia dello scrittore e in particolare la sorella Anna. Alberto Bevilacqua2

Nell’esposto presentato alla Procura di Roma la Miti ha denunciato la clinica in cui era ricoverato lo scrittore perché questi sarebbe stato trattato come ‘ostaggio’ della struttura che non l’avrebbe trasferito in un ricovero pubblico, attrezzato per terapie specialistiche. Il Pm, all’epoca, ha aperto un’inchiesta nei confronti della clinica Villa Mafalda e gli accertamenti sono stati effettuati dal Nas di Roma.

La degenza dello scrittore è stata a fasi alterne: le condizioni di salute oscillavano tra segni di miglioramento a segni di peggioramento. La camera ardente sarà allestita in giornata presso la clinica romana ma non è ancora chiaro se verrà aperta al pubblico. Michela Macaluso, da dieci anni compagna di Bevilacqua, voleva solo salvargli la vita ed era decisa a presentare un esposto affermando che il suo compagno aveva contratto a Villa Mafalda una grave infezione, la klebsiella che, in alcuni casi, può essere letale. Villa Mafalda, dal canto suo, aveva smentito la donna affermando che lo scrittore aveva già la klebsiella quando è stato ricoverato. Si era opposta al trasferimento anche la sorella dello scrittore dicendosi certa che il suo caro godeva della massima protezione dei medici e che stavano facendo tutto il possibile per curarlo al meglio. Permane il mistero anche sullo stato di coscienza che avrebbe avuto lo scrittore. Infine il caso dello scrittore parmense riaccende il dibattito sul testamento biologico.

 

 

 

http://youtu.be/XZLlXJRiLMM

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Andrea Offredi

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