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Mobilità in deroga 2016: a chi spetta, durata e pagamenti, tutte le informazioni utili

La mobilità in deroga è un’indennità che permette, a coloro i quali sono parte dei lavoratori licenziati e che non possono far uso degli ammortizzatori ordinari, di ricevere un reddito che va in sostituzione alla retribuzione. Ma a chi spetta in particolare? A tutti quei lavoratori licenziati che provengono da soggetti giuridici che, una volta cessato il rapporto lavorativo, non prevedono alcuna prestazione di sostegno del reddito.

La mobilità in deroga può essere richiesta, dunque, dai lavoratori subordinati (anche apprendisti e lavoratori con contratto di somministrazione), individuati con decreti o provvedimenti regionali o dai lavoratori delle aziende pluriregionali, con i Decreti Interministeriali. Non può essere erogata dopo i periodi di Aspi, miniAspi, mobilità ordinaria o disoccupazione agricola oppure dopo aver usufruito della Naspi.

La mobilità in deroga spetta esclusivamente a seguito di un licenziamento, ma bisogna soddisfare i seguenti requisiti:

  • Almeno 12 mesi di anzianità all’interno dell’azienda che ha effettuato il liecenziamento, di cui almeno 6 mesi effettivamente lavoratori (rientrano anche i periodi di ferie, festività, maternità o infortunio);
  • Aver dato immediatamente disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale. Se il lavoratore dovesse rifiutare, perderebbe di diritto l’eventuale prestazione;
  • Alcune Regioni richiedono ulteriori requisiti.

La mobilità in deroga ha una durata variabile a seconda delle prestazioni di mobilità in deroga di cui i lavoratori abbiano già beneficiato. La Legge di Stabilità ha prorogato l’indennità anche per l’anno 2016 riducendone però la durata. Per quest’anno, infatti, è previsto un periodo di fruizione di quattro mesi (non prorogabili), a cui potrebbero essere aggiunti due mesi solo nel caso dei lavoratori residenti in aree svantaggiate, che possono godere del beneficio sempre per una durata massima di tre anni e quattro mesi. A paritre dal 2017, la mobilità in deroga viene eliminata perché è previsto che venga incorporata nell’indennità di disoccupazione Naspi.

La mobilità in deroga viene erogata per un 80% della retribuzione teorica lorda che spetterebbe al lavoratore. L’importo, però, non può superare il limite massimo mensile che viene stabilito annualmente. Per gli apprendisti, tra l’altro, la somma totale da erogare viene decurtata di un importo uguale all’aliquota contributiva prevista, pari al 5.84%.

In apertura foto di g0d4ather/Shutterstock.com

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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