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Moby Prince 22 anni dopo: la strage raccontata dalla A alla Z

L’impatto tra la Moby Prince e l’Agip Abruzzo avvenne alle 22 e 25. Il traghetto era uscito dal porto livornese appena ventidue minuti prima. I morti furono 140, un solo superstite. Nessun colpevole. Ripercorriamo questa vicenda vergognosa.

moby prince

A come Agip Abruzzo. E’ la petroliera con cui va a collidere il Moby Prince che conficca la prua nel tank numero 7 da cui inizia a fuoriuscire greggio. L’attrito tra le lamiere sarà l’innesco per l’incendio che avvolgerà completamente il traghetto.

B come bettolina. In una delle prime  concitate comunicazioni radio il comandante dell’Agip, Renato Superina (scomparso di recente) parla di una ‘bettolina’ che ‘ci è venuta addosso’.

C come colpevoli: nessuno!

D come depistaggi: uno su tutti. Il 12 aprile 1991 il nostromo Ciro Di Lauro sale a bordo del traghetto e tenta di manomettere il timone del Moby.

E come errore umano: quello di Ugo Chessa, comandante del Moby Prince. Neanche 12 ore dopo la tragedia a parlare di errore umano è l’allora Ministro della Marina Mercantile, Vizzini.

F come Fedrighini: Enrico Fedrighini, autore del volume ‘Moby Prince: un caso ancora aperto” ed. Paoline – 2005.  Un libro assolutamente da leggere.

G come galera: nessuno vi è stato neanche un minuto per questa tragedia. G come giustizia, quella che tutto il Paese aspetta da 22 anni

H la lettera muta come il silenzio dei colpevoli

I come Indignazione: quella di ogni persona perbene di fronte a questo scempio. Ma I come Ilenia Canu, la vittima più giovane. Aveva appena un anno.

L come Livorno: è il teatro della tragedia. La città non dimentica i 140 morti. Mai.

M come Moby Lines: è la società armatrice diretta discendente della Navarma all’epoca titolare del Moby Prince

N come nessun colpevole, ma anche come nebbbia: nebbia da avvezione per la precisione. Un fenomeno tipico dei tropici ma che secondo gli atti processuali si sarebbe verificato a Livorno quella notte, avvolgendo l’Agip Abruzzo e rendendola invisibile al Moby.

P come processi: semplicemente inutili, ma anche come posizione dell’Agip su cui non è mai stata fatta chiarezza.

Q come quando sapremo la verità? Forse mai

R come Renato Superina, il comandante dell’Agip Abruzzo. E’ morto due anni fa. Chissà quali segreti si è portato nella tomba.

S come superstite: Alessio Bertrand, il mozzo. Unico sopravvissuto.

T come tardivi: i soccorsi. Il traghetto fu individuato oltre un’0ra dopo l’impatto.

U come Ugo Chessa, il comandante del Moby. Esperto e scrupoloso. Gli sono state attribuite responsabilità solo perché non può difendersi.

V come vergogna, ma anche come verità ancora non c’è

Z come Zero risultati: dopo ventidue anni stiamo ancora brancolando nel buio

 

Written by Fabrizio Pucci

Fabrizio Pucci nasce nel 1970 a Livorno, città dove risiede. Nel 1984 pubblica il primo articolo, la presentazione della partita di calcio Livorno-Ancona. Dopo il Liceo inizia una serie di collaborazioni con radio e tv che con gli anni lo porteranno fino a Tele+ e Sportmediaset. Attualmente collabora con Il Tirreno di Livorno. Appassionato di Sport, non si perde una partita del 'suo' Livorno per lavoro, ma anche per amore della maglia amaranto. Pessimista di natura, perché è sempre meglio prepararsi al peggio per poi festeggiare il meglio.

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