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Moglie e Marito recensione: tutte le coppie vorrebbero essere Sofia e Andrea [TRAILER]

Bastava leggere il cast artistico per esserne certi: Moglie e Marito, seppur ispirato a uno script vecchio quarant’anni di cinematografia, non sarà un prodotto scadente. Pronostico azzeccato perché il debutto di Simone Godano, al suo primo lungometraggio, va promosso e ci consente di esclamare, dopo quattro mesi di filmografia italiana del 2017: “Finalmente qualcosa di interessante.” Insieme al regista si segnalano alla produzione il fresco vincitore del David di Donatello come miglior regia con Veloce Come Il Vento (Matteo Rovere) e Roberto Sessa. I tre sono affiancati da una sceneggiatrice al femminile, Giulia Steigerwalt, accompagnata da Carmen Danza. E chi si aspettava di trovare un semplice scambio di personalità nei rispettivi generi sarà rimasto deluso: nessun remake striminzito di “Papà diventa mamma” o “Tutto accadde un venerdì” di Jodie Foster. Perché la marcia in più a una simpatica commedia italiana la danno due attori di buon livello come Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak.

—> Moglie e Marito trailer e trama

Lo ammettiamo. Siamo stati un po’ prevenuti con l’attore italiano, protagonista recentemente in Suburra e che ci sta abituando un po’ troppo spesso a vederlo su piccolo e grande schermo con alcuni spot televisivi. Pensavamo rischiasse di essere una macchietta, un personaggio poco riuscito. Invece il suo Andrea che diventa Sofia e che resta con il corpo di Andrea ma con la personalità di Sofia – scusate il gioco di parole ma è un magico incastro – colpisce per studio artistico e recitativo. Sì, perché alla base di Moglie e Marito, all’apparenza un film banale e semplice, emerge un lavoro di squadra e di studio da parte di tutte le parti in causa. Favino e Smutniak in questa commedia dai tratti psicologici non sbagliano un colpo. Pierfrancesco diventa donna: gestualità tipicamente effemminate, preoccupazioni da genere femminile, movenze da donna. Sempre accurate, mai scadenti. Kasia, al contempo, si trova a dover interpretare il ruolo di un maschio alpha come il suo Andrea (Favino).

—> Tutto sul mondo del cinema

In tutto questo? L’invidia del pubblico spettatore. Perché Andrea e Sofia, Sofia e Andrea, i personaggi diretti da Simone Godano, hanno una possibilità che tutti vorrebbero ma nessuno ha: essere nella mente dell’altro, poter vedere quel che accade, scoprire cosa passa nella mente. Come si può vedere ad esempio dal trailer – dunque nessun spoiler – scoprire che tua moglie stia lavorando per cercare di divorziare da te o che tuo marito se la possa “fare” con una babysitter più giovane di te di vent’anni. Sullo sfondo? C’è lui, un gregario d’eccezione, un volto che il cinema italiano spesso e volentieri sottovaluta. Parliamo di Valerio Aprea, ammirato recentemente in Smetto Quando Voglio 2. Qui chiamato a essere la spalla di Andrea ma capace di funzionare da collante tra la coppia.

—> I film in uscita aprile 2017

In soldoni, Moglie e Marito che giudizio merita? Per noi positivo. Per una serie di fattori:

  • Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak: le loro interpretazioni saranno attenzionate ai prossimi David di Donatello 2018.
  • La sceneggiatura: mai banale, tiene alto il livello sviluppando una buona base psicologica.
  • La leggerezza: perché il cinema è anche questo. Ridere dei propri difetti.

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