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Mohamed Brahmi assassinato a Tunisi e scoppiano le violenze

Ieri 25 luglio è morto Mohamed Brahmi, ucciso da dieci colpi di pistola fuori della porta di casa sua, nel giorno in cui si celebrava il 56° anniversario della Repubblica Tunisina. La vittima era il secondo rappresentante dell’opposizione laica ad essere stato ucciso negli ultimi sei mesi in Tunisia, facendo precipitare la stabilità nel Paese. Brahmi era deputato dell’Assemblea Costituente, capo del Movimento del Popolo e da pochi giorno Coordinatore generale del nuovo partito Corrente Popolare. bandiera tunisina

Le modalità del suo assassinio, avvenuto ieri, sono le stesse con cui il 6 febbraio scorso fu colpito a morte Chokri Belaid. Brahmi era appena salito in macchina davanti alla sua casa dell’Ariana, nella Grande Tunisi, ed è stato raggiunto da due uomini arrivati in moto e, una volta colpito, i due si sono subito allontanati. I familiari e gli esponenti politici della sua corrente non hanno ancora nessuna prova di chi abbia organizzato l’assassinio. Moltissima gente si è riversata sulle strade di Tunisi e Sfax ed è stata dispersa con i lacrimogeni dalla polizia.

Il segretario del partito islamista, Rached Gannouchi, ha detto che l’assassinio mira a fermare il processo democratico della Tunisia e ad uccidere il “solo modello di successo” della regione, specie dopo le violenze scoppiate in Egitto, Siria e Libia.

 

Le foto di Patti Smith in concerto a Milano, giovedì 25 luglio 2013

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