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Mondiali 2014: ecco le 5 situazioni tragiche che abbiamo vissuto tutti

1 Il luogo e la compagnia ti offrono la misura della tua miseria, se stai guardando i Mondiali – che sono l’occasione epica della socialità fasulla e il trionfo della convivialità fittizia– con tua madre e il cane che fa puzzette (oppure con uno soltanto dei due denominatori enunciati) i casi sono due: o sei un genio dalla personalità rara o uno sfigato, in entrambi i casi la tua vita sarà una corona di spine.

Mondiali 2006 coppa

2 Il paragone con l’ultimo Mondiale vissuto. E’ il momento infido – che di solito viene agevolato dal pathos strisciante del patriottismo indotto durante l’inno nostrano – in cui ti fai i film di bassa lega nella testa. Dov’eri nel 2006? Con chi eri nel 2006? Ma soprattutto come cazzo hai fatto a finire così male? Poi finisce l’Inno e torni alla tua Poretti con consapevolezze di cui avresti fatto volentieri a meno.

3 I Mondiali avvicinano noi signorine al calcio per un periodo di tempo breve e circoscritto: nel caso doveste rendervi conto di conoscere meglio del vostro vicino maschio 50enne formazioni e condizioni atletiche del difensore che debutta per la prima volta in nazionale perché ha fatto “una gran stagione” allora avrete la risposta circa l’annosa questione precedente. Come avete fatto a finire così male dal 2006? Non ha aiutato la scelta di diventare ultrà dell’Atalanta.

4 E Poi?
Ad un certo punto si fa in strada in voi la domanda topica che equivale a quella sul “senso della vita se tanto dobbiamo morire”. Ma anche se dovessimo vincere a me che diamine ne verrà in tasca? Patriottismo, goilardia, senso di appartenenza, orgoglio nazionale…ecco appunto, a me cosa ne verrà in tasca?

5 Ma il momento più triste in assoluto del mondiale medio è quando hai finito da bere e vedi che il gioco è fermo, i calciatori ne stanno approfittando per idratarsi come lamantini e, con molta probabilità, trascineranno gli ultimi 15 minuti di gioco miseramente. Ti alzi, vai a riempirti il bicchiere e senti i tuoi amici gridare “gooooool”. Ma non è certo l’esserti perso l’unico momento rilevante nella desolante penombra di una partita mediocre il problema; no, il problema è che ci sono sempre degli stronzi fra i tuoi amici che iniziano a dire “adesso te ne stai di là che così facciamo la doppietta”. E quando arriva la doppietta ti rendi conto che tutte le dissertazione sulla logica non valgono nulla: TU porti sfiga! Buona vita…

 

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