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Mondiali Brasile 2014 in tv gli scontri coi militari. Amnesty International denuncia i modi

Ieri sono iniziati i Mondiali di Brasile 2014 e con loro anche gli scontri tra i manifestanti e i militari. Le proteste riguardano soprattutto (ma non solo) il fatto che nemmeno una parte dei 12 miliardi di euro di finanziamenti pubblici concessi dal Governo brasiliano di Dilma Rousseff per la manifestazione sia stato investito in istruzione e sanità. Tra i manifestanti pacifici, però, si sono infiltrati i black bloc che hanno scatenato un clima di guerriglia.

Brasile

Le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato i disordini a San Paolo prima della partita inaugurale tra Brasile e Croazia. Sono stati ferite due giornaliste della CNN, un operatore di una tv locale brasiliana e il fotoreporter della Reuters Sergio Moraes che è stato colpito alla testa. Ma i contatti tra militari e chi protestava sono andati avanti anche dopo la gara. Inoltre, sono state coinvolte altre cinque città brasiliane: Rio de Janeiro, Fortaleza, Belo Horizonte, Brasilia, Porto Alegre. In totale sono circa 30 i black bloc arrestati: sono stati trovati in possesso di decine di ordigni artigianali e materiale da guerriglia.

L’associazione umanitaria Amnesty International guarda ai militari e denuncia i metodi di repressione usati dalle forze dell’ordine. “Il comportamento inadeguato da parte di chi svolge funzioni di ordine pubblico, l’affidamento di tali compiti ai militari, l’assenza di addestramento e il clima d’impunità hanno prodotto una miscela pericolosa in cui gli unici a rimetterci sono i manifestanti pacifici”. Sono le parole di Atila Roque, direttore di Amnesty International Brasile. E ieri era solo il primo giorno.

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