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Mondiali di Calcio: le 10 partite più belle di sempre

Emozioni scolpite indelebilmente nel cuore di tutti. È l’eredità che ogni quattro anni il Mondiale regala ad appassionati e non, l’eredità di una competizione che più di ogni altra ha scandito alcuni momenti indimenticabili della nostra vita. Ecco la raccolta delle 10 partite più belle di sempre.

10 – Portogallo 5 – Corea del Nord 3, Inghilterra 1966. Trentesimo minuto del primo tempo: la Corea del Nord conduce nel punteggio per tre reti a zero contro il Portogallo. I coreani, che hanno eliminato l’Italia nel girone eliminatorio, corrono, corrono per davvero. I lusitani però hanno tra le loro fila il giocatore più determinante di quel Mondiale; “O Pantera Negra”, Eusebio. Quattro gol meravigliosi e partita che si conclude 5-3 per il Portogallo.

9 – Germania 2 – Olanda 1, Germania 1974. Il calcio totale, lo spettacolo degli olandesi contro la proverbiale concretezza dei tedeschi. Cruijff e Neeskens da una parte, Beckenbauer e Müller dall’altra. L’inizio è folgorante; l’Olanda tiene palla ininterrottamente per tre minuti, accelerazione improvvisa di Cruijff che viene atterato in area, rigore trasformato da Neeskens. Il risultato viene ribaltato da Braitner e Müller, con uno dei suoi classici gol di rapina; gli Orange giocano meglio ma vince la Germania. Probabilmente la più forte nazionale a non aver mai trionfato in un Mondiale.

8 – Italia 2 – Germania 0, Germania 2006. Le partite tra Italia e Germania regalano sempre grandi emozioni; figurarsi poi se la sfida tra le due nazionali europee più vincenti avviene in una semifinale mondiale. I tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0. Nei supplementari gli Azzurri colpiscono due legni con Gilardino e Zambrotta, prima della superba parata di Buffon su Podolski. Al 118° calcio d’angolo per l’Italia: la palla arriva a Pirlo che serve splendidamente Grosso in area, diagonale mancino e 1-0. L’ultima azione è un contropiede da manuale del calcio; Cannavaro, Totti, Gilardino e gol di Del Piero. “Chiudete le valigie, si va a Berlino!”

7 – Brasile 1 – Uruguay 2, Brasile 1950. Semplicemente il Maracanazo. Non una partita, un dramma. Il Brasile padrone di casa non era solo favorito, non poteva perdere. In quell’edizione del Mondiale le quattro vincitrici dei gironi eliminatori, si sarebbero sfidate in un ulteriore girone che avrebbe decretato il vincitore. Alla nazionale carioca basta un pareggio contro l’Uruguay; sembra fatta quando Friaça segna il gol del vantaggio. Ma l’Uruguay con Schiaffino e Ghiggia ribalta il risultato: la Celeste è campione per la seconda volta. In Brasile viene proclamato il lutto nazionale; le stime parlano di 34 suicidi e 56 morti per arresto cardiaco. Il creatore della Coppa del Mondo Jules Rimet disse anni dopo: “Era tutto previsto. Tranne il trionfo dell’Uruguay”.

6 – Inghilterra 1 – Argentina 2, Messico 1986. Quattro anni prima la guerra delle Falkland. Vent’anni prima El robo del siglo, il furto del secolo con cui gli inglesi batterono gli argentini al Mondiale 1966. La tensione prima del match è altissima. La partita viene risolta dal Pibe de Oro, El Diez, Diego Armando Maradona; prima la mano de Dios che anticipa il portiere Shilton, poi il gol più bello nella storia del gioco con una cavalcata memorabile in cui supera l’intera difesa inglese prima di depositare la palla in rete. Inutile il gol del 2-1 di Lineker.

5 – Svezia 2 – Brasile 5, Svezia 1958. La leggenda di Pelè nasce in un pomeriggio di giugno del 1958; il Brasile sconfigge per 5-2 i padroni di casa della Svezia che pur erano passati in vantaggio al 4′ con un gol del “barone” Niels Liedholm. Didi, Vavà, Pelè, Garrincha; questa è la filastrocca che identificava 4 dei più forti giocatori dell’epoca che avrebbero portato i verdeoro a trionfare anche in Cile quattro anni dopo. In quella finale i brasiliani giocano un calcio bailado che ti avvolge e porta a chiederti: “ma come fanno ad avere quei piedi?”

4 – Uruguay 4 – Argentina 2, Uruguay 1930. Il primo Mondiale mai disputato. Una finale annunciata. Una partita meravigliosa. Esiste un’aura di leggenda intorno a questa partita e gli aneddoti che ne fanno da contorno sono la testimonianza di un’epoca lontana, con un’altra mentalità, con un altro modo di intendere il calcio. L’arbitro, il belga John Langenus, impose alla FIFA, la stipulazione di un’assicurazione sulla vita; lo stesso Langenus venne arrestato in quanto prima di lui si erano presentati 13 persone sostenendo di essere l’arbitro. Un’altra curiosa controversia riguardò il pallone con cui disputare la partita; gli argentini, più tecnici e veloci, volevano giocare con un pallone più leggero, mentre gli uruguayani, che invece si basavano sulla fase difensiva guidata dal loro capitano “El Caudillo” Nasazzi, volevano una palla più pesante. Primo tempo con il pallone argentino: 2-1 per l’albiceleste. Secondo tempo con il pallone uruguagio: 4-2 per l’Uruguay. Il gol decisivo lo realizza Héctor Castro, soprannominatoEl Divino Manco”, il divino monco; perse infatti una mano a tredici anni e a ventisei segnò in finale dei Mondiali. Leggenda.

3 – Italia 3 – Brasile 2, Spagna 1982. Paolo Rossi, semplicemente Paolo Rossi. L’Italia deve obbligatoriamente vincere con il fortissimo Brasile di Falcao e Zico per passare il turno e lo fa con una prestazione incredibile del proprio attaccante che realizza una tripletta e trascina gli Azzurri in semifinale. La partita è un continuo alternarsi di emozioni: Rossi, Socrates, Rossi, Falcao, Rossi.  Zoff al 90′ compie una parata straordinaria su un colpo di testa di Oscar. Al termine di quella sfida si comincia a capire che l’Italia può vincere il Mondiale e alla fine della manifestazione sarà proprio Italia Mundial.

2 – Inghilterra 4 – Germania 2, Inghilterra 1966. Football back home; il Mondiale torna di esclusiva proprietà dei suoi inventori che finalmente riescono a trionfare. Lo fanno con una partita stupenda terminata 4-2 nei tempi supplementari, dopo che i regolamentari si erano chiusi sul 2-2. La sfida passerà alla storia però per il gol fantasma più famoso in assoluto; Geoff Hurst colpisce la traversa, la palla batte sulla linea. È gol o non è gol? Decide il guardalinee, l’azero Tofik Bakhramov: è gol. I giornali tedeschi il giorno seguente usciranno con il titolo: “Abbiamo perso 2-2”.

1 – Italia 4 – Germania 3, Messico 1970. La partita del secolo. Mai nella storia del calcio si è verificato un tale susseguirsi di emozioni, esultanze e di diperazione. I tempi regolamentari si concludono sull’uno a uno, gol di Boninsegna e Schnellinger; nei supplementari accade di tutto. 1-2 Müller, 2-2 Burgnich, 3-2 Riva, 3-3 Müller, 4-3 Rivera. Nando Martellini al decisivo gol di Rivera pronuncia una frase che tutti ricorderanno: “Che meravigliosa partita, ascoltatori italiani.” Era Italia – Germania 4-3. Era la partita del secolo.

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