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Mondo Marcio La freschezza del Marcio: “Riporto i live nell’hip-hop italiano, tutte le novità sul mio tour” [INTERVISTA]

Da dodici anni è sulla scena musicale ed è, indubbiamente, uno dei migliori artisti del panorama italiano nel proprio genere. Parliamo di “Mondo Marcio”, nome d’arte di Gian Marco Marcello, rapper milanese tornato in radio grazie alla produzione del suo settimo lavoro discografico dal titolo “La freschezza del Marcio”. Con UrbanPost ha scambiato quattro chiacchiere raccontando un po’ la storia di questa sua ultima fatica e anticipando qualche chicca sul prossimo tour live con cui è pronto a far ballare e impazzire i propri fan come solo Mondo Marcio, con la sua musica, sa fare.

Ciao Mondo, iniziamo dal tuo ultimo lavoro discografico: perché dobbiamo ritenerlo un album “fresco”?
“È un album nuovo per me, mette in mostra la volontà di essere se stessi e mostrarsi senza maschere all’interno di una società che, oggigiorno, punta sempre a giudicare quello che fanno gli altri. Con la “Freschezza del Marcio” sono uscito fuori dai cliché: voglio portare in scena la voglia di tuffarsi, sono uscito un po’ dal mondo dell’hip-hop. Il mio obiettivo è quello di portare il sentimento di sincerità tra la gente.”

Settimo lavoro discografico alla “veneranda” età di 30 anni. Ti stai facendo vecchio, tiriamo insieme un bilancio dei tuoi primi dodici anni di carriera?
“Beh, dai. Ok che son dodici anni che faccio musica ma se mi sentissi già vecchio significherebbe che qualcosa non funziona proprio nel mio cervello. Invece, ti posso assicurare di come questo nuovo disco mi piace tanto perché mette in mostra me stesso, la persona che sono. Qui trasporto tutte le mie influenze musicali, le mie vittorie, le mie paure e le mie sicurezze. Diciamo che è un po’ la raccolta dei miei successi e lo ritengo un disco molto onesto.”

In passato hai collaborato con tanti artisti italiani e anche in questo nuovo disco c’è un po’ tutto il repertorio musicale rap e hip hop del nostro paese: come sono nate queste collaborazioni?

“Guarda, non ti nego che ho una gran fortuna ed è quella di avere un ottimo rapporto con tutti questi artisti. Le collaborazioni che si possono trovare ne “La freschezza del Marcio” non sono le uniche provate durante quest’ultimo lavoro discografico: tante altre ci sono state ma non hanno funzionato, non hanno lasciato convinto né me né gli altri artisti. Invece, con i vari J-Ax, Ghemon, Clementino abbiamo fatto un gran lavoro e sono state collaborazioni frutto di una buona energia. Ci tengo a sottolineare che non è un album alla ricerca del “featuring” e all’ottenimento di visibilità attraverso altri artisti.”

La collaborazione che ti ha sorpreso di più?
“Tutte molto belle, davvero. Sono contento di aver potuto lavorare con artisti simili e non ne trovo una migliore dell’altra perché sono diverse tra loro e sono frutto di un lavoro all’interno dello studio.”

Agli inizi del duemila tu e Fabri Fibra avete rappresentato la rottura con un mondo musicale ormai passato: attualmente, secondo te, chi può portare un po’ d’aria nuova in un periodo denso solo di talent show?
“Avessi la ricetta della buona musica sarei fortunato. Purtroppo non ce l’ho e posso parlare solo a titolo personale: il mio obiettivo è quello di trovare musica e testi capaci di parlare alla gente e credo che il sound possa funzionare solo quando c’è dell’onestà nella produzione dei testi. Il mio obiettivo non è quello di riscuotere un successo momentaneo: conquistare le classifiche musicali con i singoli non ti dà la percezione della realtà, non ti fa capire quanto una canzone possa piacere davvero al pubblico. È questo uno dei motivi per cui ho riportato la musica live nell’hip hop italiano.”

Torniamo al “La freschezza del Marcio”: il singolo a cui sei più affezionato?
“Non c’è una canzone in particolare ma se devo farti proprio un nome ti dico “Lost in the world” realizzata in collaborazione con Simmonds.”

Andando a girovagare sul tuo sito ufficiale abbiamo scoperto con particolare sorpresa che dedichi un’intera sezione al mondo social: com’è il tuo rapporto con Facebook e Twitter?
“Sì, wow. Certo che amo il mondo social e l’utilizzo molto perché è un filo diretto con i fan e con tutto il mondo della società. Lo reputo molto divertente ma preferisco restare fuori dai soliti cliché delle polemiche: io parlo attraverso la musica, attraverso i miei testi.”

“La Freschezza del Marcio” sarà in giro per l’Italia: ci anticipi qualche data del tour 2016 una volta concluso l’InstoreTour?
“Stiamo andando a mille con l’InstoreTour per il momento mentre le date dei concerti live non sono ancora uscite e ti spiego subito perché. Il nostro obiettivo è quello di fare qualcosa di speciale, di diverso rispetto al passato. Posso anticipare ai fan che troveranno una scenografia molto bella durante i miei concerti e che troveranno una live-band non per immagine ma proprio per dare la percezione dei miei ultimi pezzi incisi. E inoltre vi invito ad allacciare le cinture perché partiremo già dalla stagione primaverile/estiva.”

A dodici anni di distanza dalla scelta del tuo nome d’arte vedi ancora il mondo così… “marcio”?

“L’ultimo disco ha un taglio molto positivo nella visione del mondo e ha come obiettivo la ricerca di una strada all’interno delle varie vicissitudini di ognuno. Indubbiamente continuo ad avere una visione molto difficile del mondo e trovo rifugio attraverso la musica.”

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