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Monete da 1 e 2 centesimi: l’Italia le abolirà?

Lunedì parte nell’Aula di Montecitorio la discussione sulla mozione presentata dal deputato di Sinistra Ecologia Libertà, Sergio Boccadutri, per la sospensione del conio delle monetine da 1 e 2 centesimi. Il costo di produzione dei “ramini” per le casse dello Stato, solo per l’anno 2013, è stato di circa 21 milioni di euro. Una spesa altissima se si pensa che queste monete vengono utilizzate come resto quasi esclusivamente nella grande distribuzione e in marginali esercizi commerciali.

istituto poligrafico e zecca dello Stato

Le monetine da 1 e 2 centesimi non vengono accettate dai distributori automatici, dai caselli automatici delle autostrade, dai parcometri. Inoltre chi li riceve come resto quasi mai le riusa. Dunque, un costo altissimo che si abbatte sui consumatori e che non trova più alcuna giustificazione plausibile. L’iniziativa per l’abolizione del conio dei centesimini ha, infatti, raccolto un consenso trasversale tra i parlamentari dei diversi schieramenti politici.

L‘Italia non sarebbe neanche la prima nazione dell’Unione europea a mutare le regole dell’arrotondamento, nei Paesi Bassi e in Finlandia le monetine sono già state escluse senza effetti collaterali. La stessa Commissione europea ha citato diversi studi in cui si evidenzia che la sospensione della circolazione dei “ramini” non avrebbe alcun impatto sull’inflazione.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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