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Montecassino ‘caso Vittorelli’: i soldi dell’Abbazia spesi in ecstasy e hotel di lusso

Viaggi in mete esotiche, shopping di 2mila euro, notti in hotel extra lusso, cene a base di ostriche e champagne, ecstasy: così l’ex abate emerito Pietro Vittorelli avrebbe speso i soldi della Chiesa destinati ad opere di carità, per un importo stimato di oltre 500mila euro.

Lasciano sbigottiti i dettagli emersi dalle indagini condotte dalla procura di Roma a carico del religioso, accusato di essersi appropriato indebitamente del denaro dell’Abbazia di Montecassino, quando ne era a capo, dal 2007 e 2013. “Sua Eccellenza” Vittorelli avrebbe agito con la complicità del fratello Pietro: i prelievi di denaro dal conto dell’Abbazia sarebbero avvenuti in più tempi, nell’arco di anni. La Guardia di Finanza sta ricostruendo tutti i trasferimenti bancari dal conto dello Ior a quello di istituti di credito privato riconducibili all’ex abate, il primo risalirebbe al 27 novembre 2008.

I due fratelli risulterebbero intestatari di 4 appartamenti a Roma (due di proprietà del fratello di Vittorelli) e San Vittore del Lazio, e di due magazzini, presunti proventi di traffici illeciti per la Procura, che ipotizza anche il reato di riciclaggio.

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