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Morbo di Alzheimer: sintomi, scoperti nuovi farmaci in grado di combatterlo

Morbo di Alzheimer: cos’è, sintomi e fattori di rischio

Per Morbo di Alzheimer si intende una patologia neurodegenerativa, progressiva e irreversibile che affligge il cervello. Si tratta di una delle forme di demenza più comuni e si riscontra nella quasi totalità dei casi nelle persone anziane. A causa della malattia, il soggetto va incontro a una progressiva perdita delle sue capacità cognitive, poiché colpisce le aree cerebrali preposte alla memoria, al linguaggio e alla formulazione del pensiero. Ad oggi sono circa 24 milioni le persone colpite da Morbo di Alzheimer, con 4 milioni di nuovi casi ogni anno. Tra i sintomi più comuni ci sono: difficoltà nella scrittura, cambiamenti del tono dell’umore, sensibile peggioramento delle capacità logiche, di pianificazione e giudizio, disorientamento spazio-temporale, difficoltà a nominare un oggetto pur conoscendolo, difficoltà nel riconoscere cose in precedenza note, incapacità di compiere gesti quotidiani, come preparare il caffè o cucinare, incapacità di ricordare eventi recenti. Tra i fattori di rischio, invece, ci sono: l’età, dopo i 65 anni il rischio di contrarre la malattia raddoppia ogni 5 anni, essere di genere femminile, in quanto è stato riscontrato che sono le donne a esserne maggiormente colpite e i fattori genetici.

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Morbo di Alzheimer: sintomi, in arrivo nuovi farmaci in grado di combatterlo

Sono stati scoperti nuovi possibili farmaci che potrebbero contrastare il Morbo di Alzheimer agendo direttamente sull’aspetto neurodegenerativo della malattia. Gli studi sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Investigation. Le molecole si chiamano ligandi allosterici e agiscono sul recettore M1, detto anche muscarinico, del cervello attivandolo. In passato, altri studi si erano concentrati su questo recettore in quanto i ricercatori ipotizzano che sia coinvolto nella malattia. Gli effetti collaterali, però, ne fermarono gli studi. Durante la nuova ricerca, però, gli scienziati hanno sviluppato una nuova classe di molecole capaci di arrivare allo stesso risultato senza provocare effetti negativi. Negli animali, la somministrazione di questa molecola è in grado di aumentare l’aspettativa di vita e di attenuare la sintomatologia.

Morbo di Alzheimer: sintomi, la sauna aiuta a proteggere il cervello dalla malattia

Un gruppo di ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale, ha condotto uno studio su un ampio numero di pazienti in un lungo arco di tempo. Secondo i dati, la sauna proteggerebbe non solo il cuore da possibili infarti, ma anche il cervello. Lo studio è stato pubblicato sul portale Age and Ageing: fare dalle 4 alle 7 saune a settimana ridurrebbe il rischio di contrarre l’Alzheimer del 66 per cento. I partecipanti, infatti, in base alle loro abitudini sono stati suddivisi in tre gruppi definiti ‘patiti’ (4-7 volte a settimana), ‘tiepidi’ (1 una volta a settimana) e ‘intermedi’ (2-3 volte a settimana). Il coordinatore dello studio, Jari Laukkanen, ha spiegato: “Di certo la salute cardiovascolare ha importanti ripercussioni sul cervello. E anche il senso di benessere e di relax che la sauna regala possono giocare un ruolo in questo senso“.

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