in

Morgan in ospedale: l’Italia bigotta e perbenista abbia la decenza di tacere

Morgan è un personaggio pubblico che ha chiesto rispetto, ha invocato il diritto all’oblio per salvare l’uomo: Marco Castoldi. Stamane qualcosa, in tutto ciò, mi ha profondamente inquietata; non mi riferisco ai giornalisti o ai blogger che diffondono la notizia bensì ai commenti che piovono, alquanto allucinati, dalle persone comuni. Asserzioni piene di ostilità, pulpiti claudicanti sui quali salgono e dai quali, riparati dai propri schermi che garantiscono anonimato ma consentono lapidazione virtuale, scagliano improperi.

Io pago il canone Rai e non ho ancora digerito quel ridicolo e grottesco processo, scatenatosi in seguito alle dichiarazioni di Morgan, circa l’uso di sostanze stupefacenti; bandito da Sanremo, costretto a mettersi le ceneri in testa alla corte di Bruno Vespa sotto l’occhio severo dell’allora ministro Giorgia Meloni, la quale ha ritenuto fondamentale prendere una posizione “forte” a livello politico contro l’antieroe. Ma nessuno, a parte gli scherzi, parliamoci seriamente, è rimasto allucinato dallo tsunami di ipocrisia che ha investito la nostra italietta in quei giorni? Se introducessero un cane antidroga nei camerini di tanti, ma tanti, ma proprio tanti, studi televisivi sappiamo tutti che la povera bestiola ne uscirebbe svarionata, se non definitivamente lesa.

Morgan giovane

Il rischio di essere travisati è in agguato quando si sceglie non abbracciare il tanto consolatorio politicamente corretto, quindi sottolineo che la persona che scrive è contraria anche alla legalizzazione delle droghe leggere. Una volta sgombrato il campo dagli equivoci, mi chiedo: davvero coloro i quali si preoccupano del tanto decantato esempio che i media (questo moloch tentacolare dalle fattezze astratte e potenzialmente replicabile senza una fine) dovrebbero fornire ai giovani credono che la caccia alle streghe possa essere vagamente funzionale? S

ignori, la droga si trova nelle scuole, negli oratori, nelle discoteche, nelle piazze di Milano così come in quelle di provincia e non sarà il MOIGE a salvare i vostri figli dall’offerta di questa mela. Come non si diventa assassini perché ovunque vada Jessica Fletcher ci deve scappare il morto, non si diventa tossici per emulare Jim Morrison. Dietro le dipendenze c’è dolore, sconforto, solitudine, mancanza di pace endemica; prendetevi cura di chi amate, troppo facile dare la colpa ai musicisti, ai satanisti, ai reality.

Ben prima di Benigni ho sentito la frase “Fate attenzione, perché la folla salva sempre Barabba”, l’aveva detta Morgan durante l’ennesimo trionfo insopportabile di luoghi comuni circa “il popolo sovrano” nell’ambito di X Factor. Il signor Marco Castoldi non ci appartiene in virtù del suo essere personaggio pubblico; Morgan sarà pure di pubblico dominio, ma non l’uomo, Marco Castoldi.
Infine un ricordo a tutti quegli anti-eroi che facevano musica bella in questo Paese; in vita la pubblica opinione gli ha riservato l’inferno ma ora, sotto tre metri di terra, ricevono tanti, stonatissimi, onori.

Così li additavano:

Umberto Bindi: “frocio”
Luigi Tenco: “alcolista disadattato”
Mia Martini: “porta sfiga”
Enzo Jannacci: “alcolista”
Piero Ciampi: “puttaniere, alcolista, vagabondo, tendenze autodistruttive”
Franco Califano: “puttaniere tossico”

Questa lista resta aperta per chiunque volesse aiutarmi a ricordare gli anti-eroi che han fatto male soltanto a sé stessi lasciandoci, in cambio, i loro capolavori.

Ha tutte le carte in regola per essere un artista: ha un carattere melanconico, beve come un irlandese. Se incontra un disperato non chiede spiegazioni…
(Piero Ciampi) 

Altrimenti ci arrabbiamo, lo show di Milly Carlucci stasera su Rai 1

Michelangelo Antonioni attraverso l’arte: a Ferrara una mostra a Palazzo Diamanti