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Morrissey dopo il litigio con la polizia: “Italia pericolosa come la Siria”

A distanza di tre giorni ancora non si è fatto chiarezza su quanto accaduto mercoledì sera a Roma dove due centauri della polizia hanno fermato il front-man degli Smiths, Morrissey. Il cantante, che poi ha annullato le sette tappe italiane, ha dato ulteriori precisazioni su quanto accaduto mercoledì a Roma. Lo ha fatto attraverso il nipote che lo accompagnava in auto (almeno da una prima ricostruzione): “Solo per chiarire: Morrissey non stava guidando. Rayner non stava guidando. Il conducente ha mostrato i documenti e non ha avuto alcuna multa per infrazione stradale. Il poliziotto ha puntato una pistola su Morrissey perché non aveva i documenti.”

>>> Morrissey litiga con la polizia <<<

Nelle scorse ore, invece, Morrissey avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni, abbastanza forti, al tabloid britannico Metro UK. Qui l’ex Smiths avrebbe dichiarato che: “Sì, avevo un certo tipo di atteggiamento, atteggiamento di uno che viene provocato. Non mi aspetto da nessuno che sappia chi sia. Se però questo è tutto ciò che la polizia sa dire, allora potete tranquillamente trarre le vostre conclusioni”.

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Morrissey non usa giri di parole e paragona il Bel Paese alla Siria: “Se una cosa simile può accadere a me, a Roma, in pieno giorno, allora l’Italia è al livello della Siria per stabilità morale. Con degli psicopatici armati e liberi nelle strade i migranti presto si affolleranno ai confini italiani per tornare in Libia”.

 

 

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