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Morte Alessandro Grandis, la verità in un cellulare? Salma in viaggio verso l’Italia

Santo Domingo morte Alessandro Grandis, escluso il suicidio

Santo Domingo morte Alessandro Grandis: l’indagine è ancora aperta. Anche la polizia locale sta continuando le sue investigazioni ed esclude il suicidio.

La salma del farmacista di Albissola Marina è in queste ore in volo da Santo Domingo verso l’Italia e sarà sottoposta a una seconda autopsia a Savona. Ancora misteriose le circostanze in cui il ragazzo ha trovato la morte ormai più di una settimana fa, per essere caduto (come e perché ancora non è stato chiarito) dal terrazzo del resort di lusso nel Cocotal a Bavaro, nella Repubblica Dominicana, dove alloggiava da appena due giorni. Il feretro arriverà domani mattina all’aeroporto di Milano Malpensa e giovedì 11 maggio dovrebbero avere luogo i funerali.

Trovato un cellulare in piscina: lì la soluzione del giallo?

Sul fronte delle indagini si è appreso che si starebbe indagando su un iPhone ritrovato in piscina, la stessa piscina in cui è stato rinvenuto il corpo esanime del 29enne italiano. A chi appartiene quel telefono cellulare? Non si esclude che possa essere stato lanciato in acqua con la volontà di danneggiarlo irrimediabilmente, affinché siano cancellate per sempre eventuali prove compromettenti che alimenterebbero l’ipotesi dell’omicidio. Il ritrovamento allontana inoltre l’ipotesi del tentativo di rapina andato male.

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La prima autopsia sul corpo ha confermato che il decesso del farmacista è avvenuto a causa di un trauma occipitale come conseguenza della caduta dal terrazzo da sei metri di altezza. Dal primo esame autoptico è inoltre emerso che sulla nuca della vittima non è stata riscontrata alcuna ferita da arma da fuoco, come invece paventato nelle ore successive al ritrovamento del cadavere. L’esame tossicologico ha altresì rivelato che il giovane era totalmente lucido al momento della precipitazione, vista la totale assenza di alcool e sostanze stupefacenti nel suo corpo.

L’unico punto fermo al momento è che l’ipotesi del suicidio avanzata in un primo momento dalla polizia locale sembra essere stata esclusa definitivamente. Restano dunque in piedi le piste dell’omicidio e della caduta accidentale. L’ambasciatore italiano Livio Spadavecchia ha confermato ai signori Grandis che dal fascicolo degli inquirenti dominicani si evince che il caso non è più “resuelto” ma ancora aperto. Prova questa della massima collaborazione offerta alla polizia italiana impegnata a far luce sulla oscura vicenda.

Alessandro Grandis, chi sono i due fermati per la sua morte

Due ragazzi sarebbero stati fermati dalle forze dell’ordine. Si tratta di due giovani (un ragazzo originario dell’Est Europeo ed una ragazza di origini polacche) che erano con Alessandro Grandis al momento dell’accaduto: la loro ricostruzione dei fatti non avrebbe convinto gli inquirenti. I due avrebbero riferito della presunta intenzione del ragazzo di buttarsi dalla finestra poco prima della morte e di un suo stato depressivo, categoricamente smentito dai familiari e dai fatti. Alessandro era infatti pieno di voglia di vivere e aveva tanti progetti esistenziali e professionali in cantiere, come confermano i suoi genitori e gli amici.

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