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Morte Annamaria Sorrentino, l’avvocato Nicodemo Gentile a UrbanPost: «I telefoni possibili ‘super testimoni’» [INTERVISTA]

Morte Annamaria Sorrentino: l’avvocato Nicodemo Gentile ha gentilmente concesso un’intervista esclusiva a UrbanPost in merito alla delicata vicenda relativa al decesso della ex Miss Campania, caduta dal balcone il 16 agosto scorso mentre si trovava in vacanza con il marito e due coppie di amici a Parghelia, vicino Tropea. Il noto penalista ha dato voce alle perplessità nutrite dai familiari della vittima, suoi assistiti, circa la dinamica dei fatti e le molteplici e discordanti versioni fornite finora da Paolo Foresta, marito di Annamaria, e dagli altri presenti nell’appartamento al momento della precipitazione della 29enne. L’uomo parla di suicidio ma i familiari di Annamaria escludono categoricamente siffatta possibilità.

L’avvocato Gentile ci ha rivelato diversi elementi ‘inediti’ relativi a questa storia: uno riguarda l’importanza che potrebbero avere nelle indagini i telefoni cellulari in uso ai protagonisti di questa terribile vicenda, il secondo è legato alla natura del legame che c’era tra Annamaria e Salvatore, molto più di un flirt extraconiugale. Uno scambio molto interessante che ci ha permesso di capire qualcosa in più di una vicenda ancora poco chiara e in corso di indagine.

morte annamaria sorrentno

La madre e la sorella di Annamaria nutrono forti dubbi circa l’attendibilità delle parole di Paolo Foresta. Di cosa lo accusano esattamente?

«Il dubbio è chiaro: viene da una girandola di versioni soprattutto sulla dinamica o se si preferisce su quello che è successo dal momento in cui son dovuti intervenire i carabinieri a quello che poi è stato il ‘volo’ di Annamaria dal balcone … Sono molte ore e i dubbi vengono perché non c’è solo la versione degli occupanti la casa – e forse qualcuno questo lo dimentica – ma ci sono dei testimoni che hanno sentito che c’era in corso una lite».

Spaventosa, oltretutto

«Ecco, quindi chiunque voglia entrare in questa vicenda lo deve fare attenendosi a quelli che sono i dati reali. E i dati reali dicono di una donna che gridava aiuto. Eh beh, insomma, una donna che grida aiuto lo sappiamo tutti cosa significa … Ci sono quindi dei testimoni oculari, le ricostruzioni si fanno sulla base di quello che esiste, quello che c’è, sulla base di una storia che si sta ricostruendo e descrive una vicenda abbastanza grave anche di maltrattamenti, se dovessero essere confermati. E teniamo presente che questa vicenda è partita un po’ con il fiato corto ma adesso le abbiamo dato velocità e va ricordato che ad oggi mancano i ‘supertestimoni’ di questa vicenda ovvero i telefoni».

Sono oggetto di indagine, quindi?

«Sono stati sequestrati con un po’ di ritardo… I telefoni ci diranno qualcosa, soprattutto il telefono di Annamaria. Noi abbiamo molta fiducia. E poi la famiglia non è che si sceglie un colpevole: la famiglia ha capito che c’era una ragazza che era andata in vacanza ed è caduta dal balcone; un dato oggettivo – e su questo nessuno se lo vuole inventare, col rischio di calunniare e quindi con le responsabilità che si assuma – è che Anna e Salvatore ormai erano una coppia che cercava un nuovo momento di felicità; addirittura stavano pensando a prendersi una casa insieme».

Quindi una storia d’amore che già voleva trasformarsi in qualcosa di concreto

«Questa è la ricostruzione dei fatti, che ci dice che noi abbiamo di fronte una persona (Paolo Foresta, ndr) che ha ogni volta voluto – ‘voluto’, attenzione – essere intervistato, quindi in televisione è andato tranquillamente … Sappiamo che le interviste restano (basta chiederlo ad Antonio Logli o Salvatore Parolisi o Sabrina Misseri …) ed hanno un peso. E mi sembra che nelle ultime uscite televisive si sia iniziato a parlare dell’Art. 96 dove, in quanto sordomuto, sarebbe stato incapace di intendere e di volere nel momento in cui ha commesso il fatto, in ragione della sua presunta infermità non sarebbe imputabile ma si deve tenere conto della storia di questa persona e attualmente ritengo che non vi siano assolutamente le condizioni per poter dire che questa persona abbia una incapacità tale addirittura da non essere imputabile… Lavora, guida, ha delle relazioni, ama lo sport e conosce tutti i calciatori a memoria, frequenta con assiduità le sale giochi; ad esclusione di questa sua particolare condizione (l’essere sordo ndr), per il resto mi sembra una persona che ha avuto uno sviluppo psichico ordinario come tutti gli altri».

Durante la furibonda lite che ha preceduto la caduta di Annamaria, oltre a Paolo e Salvatore anche un’altra persona potrebbe avere avuto un ruolo di un certo peso: la moglie di quest’ultimo

«Questo è in corso di accertamento… è evidente che là dentro c’erano due coppie che erano antagoniste in modo serio, quindi non so che ruolo abbia potuto avere la moglie di Salvatore, io mi auguro che possa venir fuori la verità. Ripeto, il problema è che ormai io sto maturando una convinzione, come spesso avviene in questi casi…».

Quale, Avvocato?

«Che il primo dato di fiducia dato ai soggetti che evidentemente avevano una posizione importante essendo all’interno dell’appartamento, ormai purtroppo la dobbiamo abbandonare perché queste persone con sicurezza, di fronte ad una dinamica che è una sola, si son fatte portatrici di retromarce, di mezze verità, di prospettazioni inverosimili, di accuse reciproche, di omissioni e quant’altro … Certo, la situazione si complica però, ripeto, ancora una volta: grande attenzione, grande aspettativa dai telefoni cellulari di queste persone perché potrebbero essere i ‘supertestimoni’ così come lo sono stati i diari di Sabrina e Sarah e l’agenda di Roberta Ragusa. Un telefono non mente, non ha motivo di farlo».

Quando sapremo qualcosa in più sul contenuto dei telefoni?

«È ancora troppo presto… io credo che dovremo aspettare almeno un mese».

Avvocato, mi conferma che non è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Annamaria?

«Sìsì. Sarà il pm a decidere se disporre o meno la riesumazione. Vedremo cosa deciderà».

Si è perso tempo prezioso nelle indagini? Sarà possibile recuperarlo? 

«Purtroppo si era partiti con un’idea che ha fatto sì che molti accertamenti non venissero compiuti nell’immediato. Questo, sì, è un dato oggettivo. Adesso io credo che la Procura abbia tutto l’interesse a far luce sulla vicenda. Noi stiamo collaborando in modo attivo, diciamo».

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