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Dario Fo: morte di un quasi anarchico che se ne va cantando in ospedale

E’ stato lucido e collaborante fino a ieri. I suoi collaboratori mi hanno detto che qualche giorno prima dell’aggravarsi delle sue condizioni Fo aveva cantato per ore. Una cosa incomprensibile. Ha sofferto molto per lo schiacciamento di una vertebra. Abbiamo fatto di tutto di per lenire la componente dolorosa legata all’insufficienza respiratoria e alla frattura di un corpo vertebrale. Quindi nelle ultime ore è stato sedato“, così Delfino Luigi Legnani, Direttore del reparto di pneumologia dell’ospedale Sacco di Milano. Ha cantato fino alla fine, ignorando il dolore e la malattia.

Politico fino in fondo, dalla vicinanza al Partito Comunista dei lavoratori, fino all’amicizia con Beppe Grillo. Stando alle dichiarazioni di amici e collaboratori, l’attore stava già poco bene, ma nonostante i dolori riuscì a cantare una vecchia canzone napoletana durante una delle sue ultime apparizioni pubbliche.

Ci dissero che era solo per pochi giorni, ci dissero che doveva farsi ricoverare solo per una serie di controlli“, così una delle sue collaboratrici a Tgcom 24. Durante la conferenza stampa per il suo ultimo libro i presenti avevano testimoniato di un Dario Fo meno in forma del solito, ma sempre pronto alla battuta. Il premio Nobel appariva comunque ironico e proiettato nel futuro. Dario Fo aveva iniziato la sua lunga carriera all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dal 1950, per poi debuttare in RAI come attore e autore di testi satirici. Da lì in poi una lenta ascesa verso l’apice, verso gli onori del teatro, verso il Nobel.

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