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Morte di Giulio Regeni: precisazioni dell’ambasciatore egiziano in Italia

Riceviamo dall’ambasciatore egiziano Amr Helmy e volentieri pubblichiamo una precisazione in merito alle ultime indiscrezioni emerse sul caso Regeni, che parlano del presunto coinvolgimento delle autorità egiziane nella sparizione e barbaro omicidio del ricercatore italiano a Il Cairo, e che per dovere di cronaca anche Urban Post ha ripreso, al fine di informare i lettori in merito ad ogni sviluppo delle indagini su una questione tanto delicata:

“Giulio Regeni catturato e ucciso da elementi appartenenti ai servizi di sicurezza prima della sua morte”, questa la notizia diramata ieri dai media occidentali, per la quale l’ambasciatore egiziano ha sentito l’esigenza di pronunciarsi, così:

“L’Ambasciatore egiziano Amr Helmy ha dichiarato che le indagini sull’omicidio di Giulio Regeni si stanno svolgendo in modo soddisfacente dopo aver ottenuto i rapporti dell’autopsia e del medico legale. L’Ambasciatore smentisce i mass-media occidentali che hanno pubblicato informazioni completamente errate e poi riportate sulla stampa italiana, mettendo in dubbio le fonti dei mass-media, soprattutto per il fatto che nessuno degli investigatori egiziani o italiani ha rilasciato dichiarazioni. La professionalità delle indagini congiunte richiede infatti di prendere distanza dai mass-media durante lo svolgimento delle indagini.

Helmy ha aggiunto che il team investigativo italiano riceve la massima collaborazione dalle Autorità Egiziane a tutti i livelli. Il 6 febbraio il Ministro dell’Interno egiziano ha incontrato gli investigatori italiani ed è stato sempre in contatto con loro, in modo costante, al fine di discutere gli sviluppi, gli sforzi, le ipotesi, lo scambio di informazioni e tutti i dettagli riguardanti il crimine.

Helmy rifiuta qualsiasi accusa riguardante il colpevole perchè significa giungere ai risultati delle indagini senza avere prove o informazioni fornite dagli stessi investigatori egiziani o italiani. L’Ambasciatore nega fortemente che il giovane sia stato arrestato dagli apparati di sicurezza egiziani come citano alcune fonti dei media.

Helmy aggiunge che qualsiasi speculazione potrebbe influire sulle indagini mentre invece bisogna dare tempo sufficiente affinchè il mistero del crimine sia svelato attendendo quindi che il rapporto degli investigatori delle indagini congiunte giunga ad conclusione obiettiva del caso”.

Intanto proseguono le indagini sul caso da parte della procura di Roma, che starebbe indagando sulla attività accademica del 28enne friulano, ipotizzando che le sue ricerche universitarie sul mondo sindacale autonomo e vicino agli ambienti dei dissidenti al regime, possano aver attirato l’attenzione degli apparati egiziani.

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