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Morte Don Gallo: “Non portate fiori, sono fuori luogo” dategli i suoi papaveri rossi

Chiediamo di non portare fiori,Per Don Andrea Gallo sono sempre stati fuori luogo ai funerali grazie Niente Fiori.” Una richiesta pubblica da parte dello staff di Don Gallo che affida alla pagina Fb ufficiale del sacerdote genovese gli avvisi organizzativi per le migliaia di persone che intendono omaggiare il ricordo di quest’uomo extra-ordinario. Quanti tossici, omosessuali umiliati da omosessuali frustrati che stanno nelle stanze del potere; quanti trans e quante puttane arriveranno in chiesa, e quanto se la riderà, chi resta qui, a vedere le conseguenze dell’amore elargito da Don Gallo a coloro che la madre chiesa non ha accolto mai, bensì condannato in terra. E tutte queste creature sventurate, alle quali si aggiungono gli immigrati con gravi difficoltà di inserimento nella città di Genova che da stamane hanno mostrato la propria vicinanza al sacerdote che li ha fatti sentire a casa, affollano i social network e affolleranno, di certo, il sagrato della chiesa dove verrà celebrato il funerale del loro padre in terra.

don andrea gallo morto

Raccontava sempre ridendo, Don Andrea Gallo che questo pomeriggio ha esalato il suo ultimo respiro, quanto fosse istruttivo parlare con i transessuali; lo sapeva bene anche Fabrizio De Andrè, suo grandissimo amico, che narrava di quella “via del Campo”. Lontano dai poteri forti, rilanciando con il potere della propria forza di pensiero Don Gallo, nel suo ultimo libro, si definisce “come un cane in chiesa” ribadendo che il Vangelo vero respira soltanto nelle strade. A conferma di ciò subentra ora il suo esercito squinternato che chiede a gran voce: “Per favore: corteo funebre anche nei CARUGGI, i suoi CARUGGI.” 

E poi si fanno sentire a gran voce i laici, che accorrono a scrivere un ultimo addio al prete partigiano e compagno: “Un ultimo abbraccio all’Uomo di Dio che mancherà più a noi laici che ai credenti.” E non può non venire alla mente una canzone che, per oggi, pare proprio perfettamente scritta per Don Andrea da colui che fu il suo migliore amico: “Ninetta mia crepare di Maggio, ci vuole tanto, troppo coraggio. Ninetta bella dritto all’Inferno avrei preferito andarci in Inverno“. Ma sopra ogni cosa diamogli una campo, a Don Andrea Gallo, che sia colmo di mille e mille papaveri…ovviamente rossi. Oggi non piangono soltanto un eroinomane o un’onesta puttana, oggi piange chiunque si sia sentito, almeno una volta, inadeguato e solo, perché, oggettivamente, è rimasto un pochino più solo davvero. 

Fotografie di Pier Luigi Balzarini

 


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