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Morte Marco Vannini, la madre a Quarto Grado: “Mio figlio testimone scomodo”

A Quarto Grado il grido di rabbia della madre di Marco Vannini, il bagnino di 17 anni ucciso con un colpo di arma da fuoco il 17 maggio scorso, mentre si trovava nella casa della sua fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma. “Mio figlio era un ragazzo amato da tutti, loro dicevano di amarlo … ma hanno raccontato tante bugie, a mio figlio hanno voluto chiudere la bocca. Io penso che abbia visto qualcosa che non doveva vedere, era un testimone scomodo …”, queste le pesanti dichiarazioni della donna, in preda all’ira per le menzogne raccontate dalla famiglia Ciontoli in merito all’ora di mistero seguita al ferimento di suo figlio.

Il test dello stub ha confermato che sono numerosissime le particelle (48 su Federico, per l’esattezza) di polvere da sparo rinvenute nelle narici e sugli abiti di Federico e Antonio Ciontoli, rispettivamente cognato e suocero della vittima, quest’ultimo autoaccusatosi di avere esploso il colpo. Ma al momento dello sparo c’erano cinque persone in quella casa, tra loro la fidanzata di Marco, chiuse ora in un silenzio che ha dell’incredibile.

“Nemmeno è importante il fatto dello sparo, ma quello che è successo dopo”, ha detto la madre della vittima alludendo al fatto che dopo lo sparo nessuno della famiglia Ciontoli ha soccorso il figlio, anzi, ha temporeggiato facendo chissà cosa e, per due volte, ha mentito durante la telefonata al 118. “Si è perso tempo, perché?” – chiede il padre di Marco Vannini – “Prima hanno detto che mio figlio si era sentito male, poi che si era ferito con un pettine, ben sapendo che era stato un proiettile a colpirlo”.

L’esperto in studio ha inoltre confermato che le particelle di polvere da sparo, rinvenute anche nelle narici della fidanzata di Marco, provano che i soggetti coinvolti si trovavano vicino allo sparatoreAntonio Ciontoli – l’unico tra i familiari ad essere indagato per omicidio volontario – ha sempre dichiarato agli inquirenti che il colpo gli è partito per sbaglio, che si è trattato di un incidente. Ma i genitori di Marco anche stasera in diretta a Quarto Grado hanno obiettato: “Se è stato un incidente perché non hanno detto la verità al 118? Perché hanno ripulito la scena dell’incidente occultando le tracce di sangue e facendo indossare a nostro figlio abiti non suoi?”. E poi, ha concuso Valerio Vannini: “Antonio Ciontoli è un sottoufficiale della Marina, lui sa come si maneggia un’arma, non credo allo sparo accidentale”.

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