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Morte Marco Vannini, news perizia pistola: chi ha sparato lo ha fatto volontariamente?

Clamorose novità sul caso relativo alla misteriosa morte di Marco Vannini, a darne notizia attraverso la pagine ufficiale Facebook, il settimanale Giallo: l’arma di Antonio Ciontoli era malfunzionante. Lo avrebbero scoperto gli esperti del Ris che nei giorni scorsi hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso sulla pistola che ha ferito a morte il giovane di Ladispoli la sera del 18 maggio scorso. Sarebbe stato accertato, dunque, che da quell’arma sarebbe potuto partire un colpo solo e soltanto attraverso una procedura complessa, che impone di esercitare una forte pressione sul grilletto.

Se la clamorosa indiscrezione fosse ufficializzata dalle forze investigative che si stanno occupando delle indagini, verrebbe acclarata la già sospetta intenzionalità di esplodere il colpo da parte di chi quella sera impugnava l’arma. Il che smantellerebbe la tesi difensiva dell’indagato, il quale ha sempre raccontato agli inquirenti di avere esploso un “colpo accidentale”, partito dunque per errore mentre maneggiava l’arma, in bagno, in presenza di Marco Vannini che a suo dire stava facendo la doccia.

Per la morte di Marco Vannini è indagato dalla prima ora suo suocero Antonio Ciontoli, 48enne sottoufficiale della Marina, ma poi l’inchiesta si è estesa anche ai suoi familiari (la moglie, la figlia, nonché fidanzata di Marco, il figlio e la fidanzata di quest’ultimo) tutti presenti nella sua abitazione al momento dello sparo, come provato dal test dello stub.

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