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Morte Marco Vannini news processo: disposta super perizia, è giunto il momento della verità

Morte Marco Vannini news: lo scorso 26 giugno si è svolta in Corte d’assise a Roma un’altra udienza del processo a carico di Antonio Ciontoli e famiglia (accusati di omicidio volontario con dolo eventuale) e della fidanzata del figlio, Viola Giorgini, imputata per il reato di omissione di soccorso.

La famiglia Ciontoli e Viola Giorgini:

Si è trattato di un’udienza veloce, durante la quale è stato affidato l’incarico a due medici che dovranno svolgere una perizia per accertare le probabilità si sopravvivenza di Marco Vannini dopo che la sera del 17 maggio 2015 fu ferito da un proiettile partito “accidentalmente” (sostiene l’imputato) dalla pistola di Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata Martina. I periti dovranno stabilire la tempistica della morte e le effettive probabilità di sopravvivenza che avrebbe avuto Marco Vannini se fosse stato soccorso immediatamente dopo l’esplosione del colpo di arma da fuoco che si è rivelato fatale. Ad evidenziarlo è la criminologa Roberta Bruzzone, tornata sul caso Vannini nella sua rubrica settimanale su Giallo.

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La Bruzzone dal canto suo si dice convinta che il giovane si sarebbe salvato se soccorso in tempo. Così si è espressa in merito alla super perizia disposta dalla Corte di assise di Roma dove si sta celebrando il processo a carico della famiglia Ciontoli e di Viola Giorgini: “Si tratta a mio avviso del nodo cruciale del processo. Se, come mi aspetto, i periti dimostreranno che Marco avrebbe potuto essere salvato, per la famiglia Ciontoli il quadro accusatorio diverrà davvero pesantissimo, anche alla luce di quanto già stabilito dai Ris” e dalla perizia balistica sull’arma, ovvero che l’uomo, militare, quando esplose il colpo non poteva non sapere che la sua pistola fosse scarica.

 

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L’avvocato delle parti civili, Celestino Gnazi, ha chiesto che venga integrato il quesito posto dalla Corte affinché i professionisti tengano conto anche degli effetti che potrebbero aver causato le errate indicazioni date dai Ciontoli agli operatori del 118 quando il ragazzo agonizzava, ferito, in casa loro. In attesa di conoscere gli esiti della super perizia (ci vorranno circa 90 giorni), domani 6 luglio si tornerà in aula. Probabile che venga riascoltata, inaspettatamente su richiesta della difesa, parte della intercettazione ambientale fatta in Caserma ai Ciontoli prima che venissero interrogati. Benché inizialmente restia, la Corte ha poi valutato utile indicare quali passaggi dell’intera registrazione (lunga 3 ore) potrebbero servire ai fini del  processo.

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