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Morte Marco Vannini news processo, il pessimismo della madre: “Non sapremo mai la verità”

Morte Marco Vannini ultime notizie: nella puntata di Chi l’ha visto? delle 12 andata in onda oggi 8 ottobre, si è parlato del caso del 20enne di Cerveteri morto nel 2015 a casa del suocero a Ladispoli. E’ stata mandato in onda la prima telefonata fatta da Antonio Ciontoli la notte del 18 maggio 2015, dopo avere ferito – lui dice accidentalmente – il fidanzato della figlia Martina. L’uomo parlò di “un infortunio in vasca”, dicendo all’operatrice che gli chiedeva perché il giovane urlasse così disperatamente mentre era in corso la chiamata: “è caduto, si è bucato un pochino con un pettine a punta, grida perché è andato in panico …”.

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Ora sappiamo che il povero Marco urlava perché dilaniato dal dolore, in quanto un proiettile esploso da un’arma che Antonio Ciontoli stava maneggiando gli aveva perforato la spalla. Urla strazianti che hanno riaperto le ferite dei genitori, Valerio e Marina, presenti in studio. “Questa per noi è la cosa più tragica, sentire quella telefonata dove c’è Marco che si lamenta, la sua sofferenza allucinante …”, ha detto il padre del bagnino di Cerveteri, seguito dalla moglie: “Lui (Antonio Ciontoli ndr) dice che ha puntato l’arma per gioco, e che ha sparato per gioco ma io non credo a nemmeno a una delle sua parole né a ciò che ha detto la sua famiglia”.

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Mamma Marina ha chiesto giustizia, ma si prepara all’esito peggiore del processo in corso a Roma contro Ciontoli e famiglia, accusati di omicidio volontario con dolo eventuale: “Io credo che la verità non la sapremo mai … loro tutto hanno fatto, fuorché pensare a mio figlio”. La donna non ha nascosto il suo pessimismo ed ha espresso anche il desiderio che “sia rivista anche la posizione di Viola Giorgini”, fidanzata di Federico Ciontoli, figlio di Antonio, imputata con l’accusa più lieve di ‘omissione di soccorso. “Devono pagare tutti, tutti, anche Viola Giorgini”, ha ribadito la madre di Marco Vannini.

La famiglia Ciontoli e Viola Giorgini:

Intanto il processo entra nel vivo: il prossimo 12 ottobre sarà disposta la perizia voluta dal tribunale per stabilire se Marco si sarebbe salvato con un intervento di soccorso tempestivo da parte dei Ciontoli. Marina al riguardo ha già le idee chiare: “Anche senza la perizia, se Marco ha vissuto 4 ore (dopo essere stato ferito ndr) nessuno può dire che sarebbe morto”, se gli fosse stato l’aiuto immediato dopo lo sparo. I prossimi 23 e 26 ottobre due udienze importanti in Corte d’assise a Roma, dove saranno sentiti tutti gli imputati (finora sempre assenti in aula, eccezion fatta per Antonio Ciontoli) che, lo ricordiamo, nella fase di indagine preliminare, hanno dato versioni discordanti dei fatti, cadendo più volte in contraddizione, in primis il principale imputato, Antonio Ciontoli.

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