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Morte Marco Vannini processo news: il ruolo della fidanzata dopo lo sparo

Le atroci sofferenze patite da Marco Vannini ricostruite dalla vicina di casa della famiglia Ciontoli, Vittoria, che ha deposto in aula ripercorrendo l’orribile vicenda del ferimento del bagnino di Cerveteri, avvenuto il 17 maggio 2015 nella casa del suocero a Ladispoli, culminato nella morte del giovane. La trasmissione Chi l’ha visto? ha diffuso il video originale della deposizione della teste al processo, che si sta celebrando in Corte d’Assise a Roma e vede imputata tutta la famiglia Ciontoli per omicidio volontario con dolo eventuale e Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, per omissione di soccorso.

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La signora Vittoria racconta il suo turbamento nell’avere udito intorno alle 23, 23:10 le urla di una ragazza (presumibilmente Martina Ciontoli, nonché fidanzata di Marco Vannini) provenire dal piano superiore della casa, che diceva “Lo vedì papà! Lo vedi papà!”. A seguire, intorno alle 23:25, un “forte rumore”, dalla teste equiparato a un grosso cristallo che si frantuma e subito dopo le strazianti urla di dolore del povero Marco: “Sto male!”, intervallate dalle voci dei presenti che gli ripetevano: “Non ti preoccupare, non succederà niente”.

Ecco il video della deposizione della signora Vittoria, diffuso da Chi l’ha visto?:

Il 20enne – ferito da un colpo di arma da fuoco alla spalla esploso dal suocero Antonio Ciontoli – a tratti taceva, secondo il racconto della vicina di casa Vittoria, che dopo quel botto avrebbe sentito rumori “come di spostamento”, di “altri piccoli oggetti che si rompevano”, prova del fatto che i Ciontoli avrebbero spostato il giovane ferito che si lamentava disperato e chiedeva aiuto. “Amore non ti preoccupare, apri gli occhi”, gli diceva Martina, e lui: “Scusa Marti, scusa Marti…!”. Per quale motivo Marco Vannini, sofferente e con un proiettile conficcato nella spalla, chiedeva scusa alla fidanzata? Cos’è accaduto nella villetta dei Ciontoli prima di quello sparo mortale? Questo il tassello mancante di questa orribile vicenda, elemento che, se identificato, probabilmente darebbe un senso logico alla dinamica dei fatti, che gli imputati si ostinano a non voler rivelare.

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